
| LE STORIE CHE
HANNO FATTO I GRANDI FILM DELL'ORRORE,
originale
di Sebastian Wolfe
©
1992. Riduzione e adattamento da Brivido a 35mm, Xanadu Pubblications Limited © 1992 - Garden Editoriale srl © 1993 |
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Seconda
Parte |
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| La
Morte dall'occhio di cristallo
(1965) è stato un buon adattamento del racconto di H.P.Lovecraft
dal titolo Il Colore
venuto dallo spazio,
dove la caduta di una meteorite causa la mutazione della flora e della fauna
dei dintorni ed infine la morte dei personaggi coinvolti, nonchè
dello scenziato Boris Karloff. Alcuni hanno letto nella storia di Lovecraft una profezia delle radiazioni nucleari e del loro orrore, ma qui viene trattata più che altro alla Jeckyll and Hyde. Comunque c'è stato un remake di David Keith nel 1987. Alla fine degli anni sessanta il cinema dell'orrore subì una trasformazione per mano di una generazione di registi armati di nuove idee e di nuovi mezzi tecnici. In bilico tra il vecchio e il nuovo c'è però uno strano film: The Swimmer. Venne girato nal 1969 da Frank Perry e Sidney Pollack su uno script di Eleanor Perry (che ne trasse anche un romanzo, stranamente, perchè il film era basato sul racconto di John Cheever ). |
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| Racconta
di un californiano di mezza età , interpretato da Burt Lancaster,
il quale ritorna a casa nuotando in varie piscine di amici e vicini di casa
che trova sul percorso. Qui non c'è un effetto traumatico esplicito,
si può dire che l'orrore sia più di genere spirituale, ma
comunque non si può evitare di restarne turbati.Un
film sottovalutato e una lettura insolita per gli amanti del genere. Steven Spielberg è noto a tutti, ma non tutti sanno che il suo esordio nella regia è avvenuto nel 1971 con Duel, in origine un film per la televisione che è passato nelle sale solo in Inghilterra. Basato su un racconto scritto per Playboy da Richard Matheson e riscritto per il cinema da Matheson stesso con molta aderenza all'originale, è un film splendido basato su un'idea molto semplice che avrebbe potuto venire in mente a qualunque automobilista vittimizzato. Richard Matheson era comunque uno dei maggiori talenti nel campo della fantascienza horror, con a suo credito I am the legend e The Incredible Shrinking Man. |
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| La
versione originale di Duel
non è facilmente reperibile (Brivido
a 35 mm a cura
di Sebastian Wolfe, 1992 Xanadu Pubblication Limited).
Un altro nome importante nel settore è quello di Robert Bloch con
Lucy è tornata
che non solo ha avuto un ruolo importante nel film di Roy Ward Baker (1972)
Asylum,
ma è anche la fonte primaria dell'horror degli horror, Psycho. Di recente si è parlato dell'assassino cannibale Ed Gein come del prototipo del Norman Bates di Psycho (e di Buffalo Bill nel Silenzio degli Innocenti e di un mucchio di altri pluriomicidi) e per ciò è interessante notare che Lucy è solo una fonte embrionale. Fu l'ultima storia di Bloch per Weird Tales e, a suo parere, una delle preferite. Spielberg che ormai è un grosso nome (ricordate Lo Squalo, E.T. e tanti altri), partecipò in Ai confini della realtà come co-produttore e regista di uno dei racconti. |
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| Il
film era un tributo d'affetto ad una serie TV degli anni cinquanta, creata
da Rod Sterling, e contiene quattro racconti, ciascuno con regista e attori
differenti. Spielberg diresse Kick the Can, una
storia sentimentale sulla perduta giovinezza, George Miller diresse Nightmare
at 20.000 Feet anche questo tratto da un racconto di Matheson.
Joe Dante (Gremlins, eccetera) ha girato, in modo
memorabile, E' una Bella Vita di Jerome Bixby
con Jaremy Light nella parte del bambino onnipotente.
Anche questa storia è uno dei classici della fantaletteratura
horror.E' stato in questo film che gli effetti speciali hanno cominciato
ad avere una importanza propria e a fare la parte del leone. In
Compagnia dei Lupi,
con Angela Lansbury, diretto nel 1984 da Neil Jordan, è una versione
fantastica di una delle rielaborazioni in chiave sexy e moderna, che Angela
Carter ha fatto delle favole e delle antiche leggende, raccolte in The
Bloody Chamber.
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| Atto
di Forza
(1990), con gli effetti della Robocop, è una espansione spettacolare
del racconto (Memoria
totale)
a opera del fantastico Philip K. Dick e possiede una delle migliori frasi
di apertura della letteratura: Si
svegliò e voleva Marte. Le valli, pensò. Come sarebbe stato
arrancare tra quelle valli? Grande, diventava sempre più grande il
sogno, cresceva mentre egli riprendeva completamente conoscenza, un
sogno ed uno struggimento. Per gli appassionati del cinema potrebbe essere molto interessante confrontare l'originale delle storie con il film che ne è stato tratto, pagando così un tributo ideale ai loro autori, i sognatori che, non dimentichiamolo, hanno creato quegli strani sogni che al cinema, alla televisione e ora in cassetta, ci svagano, ci deliziano e ci spaventano. (Continua ?) |
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