LE STORIE CHE HANNO FATTO I GRANDI FILM DELL'ORRORE, originale di Sebastian Wolfe © 1992.
Riduzione e adattamento da Brivido a 35mm, Xanadu Pubblications Limited ©
1992 - Garden Editoriale srl © 1993

Prima Parte

Da quando ombre e luci si sono mosse per la prima volta sullo schermo, si può dire che i cineasti abbiano sempre avuto l'intento di stupire e/o terrorizzare il pubblico che affollava le sale cinematografiche ed hanno spesso cercato idee nella paura e nel raccapriccio di un racconto già pubblicato.

A cominciare da
Frankenstein, Dracula, Notre dame de Paris o, ancora, dal Doctor Jeckyll and Mr.Hyde, tutti quanti adattati ai tempi del cinema muto. La leggenda del Golem, di I.L.Peretz è una storia che in Germania, nei primi anni del secolo, ha conosciuto molte versioni cinematografiche, ma quella classica è stata girata da Paul Wegener e da Carl Boese nel 1920, nei famosi Studi UFA.

U.F.A.

Wegener aveva collaborato alla stesura del testo e interpretato la creatura fatta dall'uomo per salvare gli oppressi cittadini di Praga del sedicesimo secolo.

L'argomento arcano e l'ambientazione scenica fortemente espressionista fissarono uno stile che divenne classico nei film dell'orrore per due decenni a venire.

Golem
Pare che anche James Whale lo studiasse attentamente prima di realizzare, a Hollywood, il suo famoso Frankenstein.Entro il 1932 lo stile si era ben fissato, ma il problema era di trovare nuove idee, argomenti più spinti per spettatori ormai assuefatti.
Prima di avere successo a d Hollywood, Tod Browning aveva lavorato in un circo e al circo si rivolse alla ricerca di qualcosa di particolare.La storia che trovò fu
Mostri (Freaks), scritta da un altro Tod (Tod Robbins), e riguardava i "fenomeni" del circo.
Frankenstein Wife
La nuova astuta idea di Browning fu di astenersi dall'elaborato trucco orrorifico di attori quali Boris Karloff e Lon Chaney e di fare interpretare il film da fenomeni veri. Riuscì a produrre un nuovo eccitamento, ma i personaggi erano disgustosi oltre che terrificanti e le autorità ritennero che ci si fosse spinti troppo in là.
Negli Stati Uniti il film subì tagli sostanziosi, mentre in Inghilterra addirittura fu oggetto di un ostracismo quasi trentennale.
Freaks
La sua visione può turbare molto anche oggi, ma sarebbe affascinante poter confrontare la storia originale, di improbabile reperimento, con la versione filmata fin troppo realistica che concluse in pratica la carriera di Browning.
Negli anni quaranta l'orrore era diventato produzione di serie e gli zombi erano il piatto forte.
The Revenge of the Zombies, diretto da Steve Sekely nel 1943 per la Monogram e interpretato da John Carradine, un habitué dei film dell'orrore, fu il primo in cui i morti viventi non erano più confinati ad Haiti, ma vagavano sul continente americano, immigrati clandestini di natura particolarmente sgradita che negli Stati Uniti si abbandonarono per parecchi anni a stravizi senza ritegno, nei film per lo meno.
Siamo grati a Peter Haining per aver messo in evidenza la rassomiglianza tra il film (ostensibilmente basato su di un copione originale) e la storia apparsa in origine sulla rivista
Weird Tales.
Un altro film degli anni quaranta ci offre un aspetto differente della faccenda dei cadaveri ambulanti; infatti ne
Il mistero delle cinque dita non si tratta di un corpo intero ma della sola mano.
Il film venne diretto nel 1946 da Robert Florey, col grande Peter Lorre, e seguiva letteralmente la storia classica di W.F.Harvey.
Si potrebbe anche dubitare del potenziale assassino delle mani che camminano, ma il film ebbe un remake in Inghilterra nel 1960 con il titolo di
La Mano, e ci fu un altro film dallo stesso titolo girato nel 1981 da Oliver Stone (chi l'avrebbe mai detto?) con Michael Caine. Quest'ultimo avrebbe dovuto essere basato su un romanzo di Marc Brandel intitolato The Lizard's Tail, che aveva come personaggio principale la coda tagliata al povero minirettile, ma nel film non è una coda, è una mano e ce n'è una anche nella Famiglia Addams.
Un'altra idea che è stata usata e strausata fino a renderla inutilizzabile è quella sfruttata ne La Mosca.
La storia di George Langelaan è un classico riconosciuto del genere, il lampo a cui ambiscono scrittori e registi.
Ray Russell l'ha descritta come
"la storia di fantascienza orrorifica più ricca di suspense che abbia mai letto". Fu filmata per la prima volta nel 1958 da Kurt Newmann per la Twentieth Century Fox sulla base di uno script di James Clavell (ora cineasta in proprio) e passava da momenti di orrore puro ad altri di semplice assurdità.
Vincent Price e Herbert Marshall furono costretti ad interpretare una scena (quella della tela del ragno) voltandosi le spalle per non scoppiare a ridere.
Ci furono due seguiti,
La Vendetta del Dottor K (1955) e Course of the Fly (1965), e nel 1986 uno spigliato remake di David Cronenberg che ha prodotto un suo lamentevole seguito, La Mosca.
Di tanto in tanto capita di provare la sensazione che i registi siano a corto di idee (non basterebbe magari che leggessero di più?!).
The Fly

Seconda Parte