Dimitri Nicolau da Le tecniche dell'immagine, A.A.V.V. - Armando

LA NASCITA DELLA FOTOGRAFIA

La fotografia nasce dalla camera oscura che, a sua volta, nasce dalla necessità di <<mettere in prospettiva>>, sentita nel Seicento dai pittori di paesaggi e di spettacoli naturali. Descrizioni di camere oscure si trovano in Leonardo da Vinci e in Giambattista della Porta. Quest'ultimo la immagina come una cabina in forma di cubo, ermeticamente isolata dalla luce. Dentro si chiude il disegnatore. Da un foro su una delle pareti entra l'immagine dello spettacolo naturale o del soggetto da riprodurre. sulle parete opposta si ha la proiezione dell' immagine, capovolta, nel quadro delimitato da un foglio di carta o da una lastra di vetro.

Più tardi, nel foro s'introdusse una lente ottica che permette una maggiore concentrazione dei raggi luminosi. Una cabina tanto ingombrante non era pratica, come si comprende. Sarà l'invenzione degli obiettivi fotografici a consentire di ridurne le dimensioni e, successivamente, di fabbricare cassette portatili e maneggevoli per gli incisori. Nacque così una seconda esigenza. Non si trattava più di facilitare l'esecuzione del disegno ma di fissare in qualche modo l'immagine riflessa dalla lente delle camera oscura. Trovare il modo fu possibile quando si sviluppò la chimica e si riuscì a controllarne i processi.

Fin dal seicento si sapeva che il cloruro d'argento esposto alla luce si scurisce e può riprodurre, in una serie di tonalità dal nero al grigio, l'immagine riflessa da una lente. Usandolo si ottennero le prime immagini fotografiche. Queste protofotografie al clururo d'argento avevano però un difetto: esposte una seconda volta alla luce si annerivano totalmente, cancellando i contorni che la prima impressione aveva disegnato.Il problema fu, dunque, quello di non far scomparire l'immagine impressa. Se ne occuparono, per tutto il Settecento e all'inizio del secolo successivo, fisici e chimici d'ingegno, senza riuscire a risolverlo.

La soluzione, come talvolta accade, venne da un dilettante, Nicéphore Niepce, un francese di provincia. Dopo venti anni di ricerche costui trovò, in collaborazione con Mandé Daguerre (con il quale aveva fondato nel 1829 una società), il modo di fissare le immagini con i vapori di mercurio. Il procedimento fu chiamato <<daguerrotipie>>, dal nome di uno solo dei soci, perchè nel frattempo Niepce era morto. L'invenzione fu acquistata dal governo francese e resa di pubblico dominio nel 1839. Il resto è secondario. Trovata la chiave del procedimento, si trattava di perfezionare il sistema, di sfruttarlo, di venderne i prodotti, di metterlo al servizio di chi ne intuisse le possibilità.

La fotografia ebbe avversari celebri come Baudelaire, ma anche alleati convinti e interessati, come i pittori impressionisti. La sua invenzione cadde in un periodo di trasformazione economico-sociale. Come sempre avviene, dalle trasformazioni (nasceva la società industriale) fu stimolata e pilotata, ma contribuì anche a pilotarle nel quadro delle sue capacità tecniche.

Charles Baudelaire

Charles Baudelaire,
(Parigi 9.4.1821 - ivi 31.8.1867)
Poeta francese.

Diede origine, immediatamente, a una nuova forma di artigianato e, più tardi, a una industria fiorente (apparecchi fotografici e materiale sensibile). Permise che sorgesse qualche decennio dopo (1895), un'altra industria, il cinema.