
| George
Sadoul da
Manuale del Cinema, Einaudi |
| COME NASCE
UN SOGGETTO ORIGINALE |
Nel 1918 il critico francese Louis Delluc scriveva : « Guardatevi attorno : le strade, la metropolitana, i tram, i negozi presentano mille drammi, mille commedie originali che sembrano una sfida alle vostre capacità, o letterati di ingegno ! ». Ed effettivamente la realtà contemporanea è una fonte inesauribile di ispirazione. Ma per poter diventare il soggetto di un film, un banale incidente o un fatto di cronaca deve essere trasformato dall'immaginazione creativa di un autore. Da quando esistono le biciclette, il furto di bicicletta ha fornito argomento alla cronaca scritta o parlata senza per questo diventare una idea cinematografica. ma un giorno il soggettista italiano Cesare Zavattini si soffermò sugli effetti che questo banale incidente potevaavere su di un disoccupato italiano del 1947. Era nata l'idea del film : il confronto tra la società italiana e un padre di famiglia privato di ogni mezzo di lavoro dal furto della sua bicicletta. Da uno stesso fatto preso dalla realtà quotidiana possono nascere parecchi soggetti cinematografici completamente diversi tra loro. La domenica del 14 gennaio 1951 "Il Messaggero" di Roma pubblicava il seguente annuncio : « Cercasi stenodattilografa giovane, intelligente, attiva, miti pretese. Presentarsi lunedì dalle 10 alle 11 in via Savoia 31 ». Il mattino dopo duecento candidate si presentarono davanti a un ufficio al secondo piano. Vi fu una certa confusione e alle 11 la scala crollò sotto il peso. L'incidente causò la morte di una ragazza e ne ferì altre settanta, fece parlare la stampa ed ispirò due soggetti cinematografici. Il primo, Tre storie proibite fu realizzato da Augusto Genina su di un soggetto scritto da lui stesso in collaborazione con Vitaliano Brancati. l'incidente serviva come pretesto per raccontare la storia di tre ragazze vittime della disgrazia, e presentatesi a quell'ufficio : la prima perchè era steta violentata nell'infanzia, la seconda perchè si annoiava con un marito ricco che essa tradiva, la terza per cercare nel lavoro la liberazione dal vizio degli stupefacenti. Secondo queste tre storie proibite pareva che tutte le aspiranti stenodattilografe di Roma fossero non già delle semplici disoccupate ma donne che avevano bisogno non tanto di guadagnare quanto di una piacevole occupazione per dimenticare la noia o i loro intimi crucci. Partendo dallo steso fatto Cesare Zavattini pubblicò un annuncio identico a quello che aveva causato l'incidente, e ciò non per fare uno scherzo di cattivo genere ma perchè desiderava trovare tra le candidate due segretarie per la preparazione del film. Si presentarono settanta ragazze, e un giornalista, Elio Petri, le intervistò per conoscere quali ragioni le spingessero a cercare lavoro; lo stesso fece con le ragazze che avevano partecipato al tragico incidente, e grazie a queste testimonianze i soggettisti (Zavattini, Franchini, Sonego, Puccini) poterono conoscere quali erano le cause che determinavano a Roma tanta disoccupazione femminile. Il soggetto definitivo fornì un realistico quadro della disoccupazione in Italia, con una serie di episodi nei quali apparivano tipi caratteristici delle diverse classi sociali. Il film realizzato da Giuseppe de Santis (Roma ore 11, 1951) fu una critica della società italiana che rivelò le cause profonde del tragico incidente, segnando in tal modo una notevole tappa nel cinema italiano, mentre "Tre storie Proibite", film mediocre e commerciale, è già da tempo dimenticato. Una stessa idea di partenza può dunque portare ad opere tra loro profondamente diverse. |