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Nuti - Interviste da KataWeb Cinema
Francesco Nuti: 'Faccio cinema e mi confesso'
"Avevo vent'anni, mi dissero: tu puoi fare tutto, puoi anche
leggere le Pagine Gialle e vai bene. Puoi anche farti di cocaina,
di eroina, di Lsd, che vai bene. E io, figlio di un barbiere,
io perito chimico che lavorava al telaio, non avevo la maturità
per difendermi da tutto questo. Il set è stato la mia droga",
dice.
Poi
parla di Benigni. "Quel Pinocchio lì, tutto buono,
io non lo riconosco", dice, come se dicesse la cosa più
normale del mondo.
"Pinocchio è una favola fatta di veleno. La Fata Turchina
è la donna più cattiva del mondo. Dove la vede Benigni
la bontà?". E lo dice uno che a Pinocchio ha dedicato
il suo film più ambizioso, e più sfortunato. Si
chiamava Occhiopinocchio, lo ha girato negli Stati Uniti, è
uscito dopo un'agonia di rimandi, c'era un bravissimo Victor Cavallo
nel cast, sia detto per la cronaca o per quella storia che dimentica
tutto, anche le facce che hanno dato sapore al cinema. E il film
lo videro in pochi.
"Io
il film di Benigni non l'ho visto, ma di una cosa sono sicuro:
Pinocchio non è la libertà, la gioia del vivere.
Pinocchio è una favola dark, è la favola più
velenosa del mondo. Carlo Lorenzini la scrisse con rabbia, col
fiato dell'editore sul collo, la scrisse solo per pagare i suoi
debiti di gioco. E scrisse la storia di un vecchio egoista che
vuole farsi un figlio a sua immagine e somiglianza, senza la madre.
E la Fata Turchina? Ma c'è un personaggio più cattivo?
Lo fa sempre morire, Pinocchio? E il Paese dei Balocchi è
un tunnel di perdizione, all'epoca simbolizzava l'alcol, oggi
sarebbe la droga. Pinocchio ne esce per un soffio, per un pelo.
Ma non è la Libertà, il Paese dei Balocchi. E' un
luogo di perdizione. So che il film di Roberto non andrà
in questa direzione".
Ne
ha ancora, di cose da dire. Ma molte le ha messe in un libro,
una autobiografia che uscirà da Feltrinelli: 'Faccio cinema
e mi confesso', si chiama. Dove si parla di produttori, di attori
e di registi. "Racconto il mio ventennio: no, non quello
fascista. Il mio. Dal 1981 al 2001. Vent'anni di cinema. Scrivo
a mano, scrivo un diario da quando avevo quattordici anni. Quegli
appunti, poi li trascrivo a macchina, su una vecchia Olivetti
22 comprata di seconda mano. Che cosa c'è dentro questo
libro? Abbastanza per prendermi delle querele".
Da
chi? Ti senti in credito con qualcuno, in questo mestiere?
Certo. Per dirti: Gori ? hai presente Gori? ? mi ha impedito di
rimontare Occhiopinocchio. C'è almeno un'ora di film che
nessuno ha mai visto, io lo avrei rimontato gratis, per poter
finire un lavoro che all'epoca avevo fatto male. Ma me lo ha impedito.
E non è che l'ultimo episodio.
Nel
libro parli di politica? Hai dichiarato che sei d'accordo 'quasi
su tutto' con Nanni Moretti. Su cosa no?
Sul fatto che alla sinistra le elezioni non le ha fatte perdere
Bertinotti, ma D'Alema. E avrei una domandina per lui: perché
non ha fatto l'antitrust quando era al governo? E perché
pubblica i suoi libri con Mondadori, che è la casa editrice
di Berlusconi?
Tu
da che parte stai, scusa?
Io sono di sinistra e cattolico. E mi piacciono solo gli uomini
politici che non ci sono più. Berlinguer. Pertini. O anche
Aldo Moro. Erano persone per bene. Persino Giorgio Almirante,
seppure a migliaia di chilometri di distanza, mi sembrava una
persona per bene.
Oggi camuffano un partito con i nomi degli ortaggi, la quercia,
l'ulivo, il ravanello pallido... che senso ha? Che c'era di male,
per esempio, in uno strumento che serve per tagliare il grano
e in uno che serve per piantare i chiodi?
Parliamo
del prossimo film. Mi ripeti il titolo?
Si chiama Solo quando potrò cullare un bambino, guarda,
è la prima volta che lo dico. L'ho scritto con Maurizio
Coen e con Malù di Leonardo, lo produco insieme a Gianfranco
Piccioli. Giriamo in primavera a Siena, in una valle del senese
e a Milano, per uscire a Natale 2003. Era uscita la notizia che
racconta di un uomo con un handicap, ma avevano capito male.
Sono io che parto con un handicap: quello del flop del mio film
precedente. Ma le sfide mi sono sempre piaciute. E visto che le
sfide mi piacciono, ne aggiungo subito un'altra.
Dopo Solo quando potrò cullare un bambino giro un altro
film, già scritto. Olga e i fratellastri Billi è
il titolo. E per il cast, sto pensando a Francesca Neri, a Valerio
Mastandrea e a GiorgioAlbertazzi. Ma è presto per parlarne.
Limportante è che a quarantasette anni sono pieno di voglia
di fare, di entusiasmo.
E
mentre lo dice, ne sei certo, gli si sono chiusi gli occhi, la
bocca è tirata in quel sorriso un pò da Yoghi, e
gli è tornata la fossetta sotto il mento.
(24 ottobre 2002)
Giovanni
Bogani 23-10-2002
L'annuncio choc di Nuti: 'O giro un film o mi ammazzo'
ROMA: "Il cinema è la mia vita. Per cui, se non mi
fanno fare il cinema, mi ammazzo". A dirlo è Francesco
Nuti, 47 anni, fuoriclasse del cinema comico. Ma non sembra una
battuta. "Io non voglio cambiare la mia natura e le mie convinzioni
per fare film", aggiunge.
Il 15 febbraio
Poche ore prima, all’rsquo;agenzia di stampa Adn kronos,
Francesco Nuti ha dichiarato: "Il termine è il 15
febbraio. Poi, se non ci sono novità, me ne volo via".
Racconta di essere in uno stato di "profonda crisi personale
e finanziaria". E prosegue: "Quindi, meglio essere chiari
e dire le cose come stanno". Il motivo del gesto annunciato
è, dice, "l’rsquo;impossibilità di realizzare
un nuovo film".
"Avevo
presentato la richiesta per il fondo di garanzia per il film Olga
e i fratellastri Billi, ai tempi del ministro Melandri. Avevo
già l’rsquo;ok di molti attori, Giorgio Albertazzi,
Gabriele Lavia, Maria Monti. Poi è cambiato il governo,
sono cambiate le commissioni e ho ricevuto una telefonata che
mi ha fatto capire che, se mi fossi avvicinato alla linea della
destra, avrei avuto il via libera. Ma io non divento di destra
per fare un film".
Recentemente,
parlando di un sua autobiografia che sarebbe dovuta uscire da
Feltrinelli, Francesco Nuti aveva dichiarato di essere d’rsquo;accordo
"quasi tu tutto" con Nanni Moretti, che l’rsquo;unico
politico a cui avrebbe prestato del denaro era Cofferati, e aveva
affermato di sentirsi ancora legato al vecchio partito comunista,
"anche se lo hanno cammuffato con i nomi degli ortaggi, la
quercia, l’rsquo;ulivo e il ravanello pallido".
Lo
stop per il suo Olga e i fratellastri Billi non è l’rsquo;unico
che Nuti ha dovuto subire in questi mesi. "Ho scritto un
altro film autobiografico intitolato Solo quando potrò
cullare un bambino, ci lavoro da agosto. L’rsquo;ho scritto
insieme a Maurizio Coen e a Malù Di Leonardo. Ma dai produttori,
gente che ho fatto arricchire per tanti anni, ho ricevuto rifiuti
continui, malgrado abbia la possibilità di avere nel cast
gente come Philippe Noiret, che si è reso disponibile per
giugno e luglio. E’rsquo; un film che posso cominciare a
preparare entro e non oltre il 15 febbraio".
Ecco
il perché di quella data. Nuti pensa a girare il film in
estate, a uscire nelle sale a Natale, a ritrovare un rapporto
con il grande pubblico, perduto da tempo: i suoi ritorni, quelli
di Quindicipalle, di Io amo Andrea e di Caruso zero in condotta,
non hanno riallacciato un affetto, una partecipazione, un amore
popolare paragonabile ai tempi di Donne con le gonne.
Un
disoccupato. Come quelli di Termini Imerese
Il giocattolo si era rotto otto anni fa, ai tempi di Occhiopinocchio,
un film costosissimo, girato tra mille ritardi, con il set chiuso
e poi riaperto, con i litigi fra lui e il produttore Vittorio
Cecchi Gori. Con Nuti preda di una crisi depressiva e di una dipendenza
dalla bottiglia. "Era iniziata nel ’rsquo;92, la crisi,
al culmine del mio successo, dopo i tre David di Donatello per
Donne con le gonne", dice. "Ma adesso sto bene. Peso
70 chili, sono in forma, vado in bicicletta, non tocco una goccia
di alcol da tempo". Sul set di Io amo Andrea, dove l’rsquo;avevamo
incontrato l’rsquo;ultima volta, tutto questo era vero.
Stava bene. Preciso, presente, capace di guidare con sicurezza
quella macchina complicata che è un film. Con, accanto
a sé, Anna Maria Malipiero, l’rsquo;attrice di "Vivere"
con cui stava insieme, e che gli aveva dato la figlia Ginevra,
che aveva fatto esordire a tre mesi, in una scena del film. Poi
il film, nelle sale, non era andato benissimo, ma questo è
un altro discorso. Lui stava bene. E non avrebbe mandato nessuna
macchina-film fuori strada.
Poi,
però, la storia con Anna Maria è finita. E forse
anche questo c’rsquo;entra. "Ginevra sta con la madre.
Io e Anna Maria non andavamo d’rsquo;accordo da tempo, e
abbiamo deciso che era meglio che ognuno andasse per la sua strada.
La verità è che devo smettere di innamorarmi delle
attrici".
Adesso,
però, pare ci siano solo porte sbattute in faccia, per
lui. "E io so fare solo un mestiere, il regista di cinema.
Non mi va di fare fiction o pubblicità per mantenermi.
Ho un ideale preciso, è una scelta personale. Se entro
il 15 febbraio non si muove qualcosa, la faccio finita. Non sarà
quello il giorno esatto, sceglierò tempi e modi, ma la
farò finita".
Certo,
di stare lì ad affondare in silenzio e di abbozzare, Nuti
non ne ha nessuna voglia. Chissà quanti registi ci sono
che hanno visto o stanno vedendo allontanarsi la possibilità
di fare il prossimo film. Chissà quanti che hanno avuto
porte sbattute in faccia, o che si stanno accontentando di lavori
simili, che si stanno adattando. Regie televisive, regie teatrali,
short pubblicitari. Magari non è bello, ma è la
vita. Niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma.
L’rsquo;ha detto Lavoisier, o Berlusconi?Nuti, piuttosto
che trasformarsi, preferisce distruggersi. E sente che il suo
posto di lavoro è lì e solo lì. A dirigere
quel caos che è un set di cinema. "Io mi sento un
disoccupato. Proprio come quelli di Termini Imerese, cui devolverei
il 25 per cento dell’rsquo;incasso del mio film, se me lo
fanno fare", dice.
Fra
i "cenci" e i Giancattivi
Francesco Nuti è sempre stato così, capace di improvvise
e travolgenti dolcezze, di proclami, di gesti al confine tra l’rsquo;arroganza
e la malinconia. Poteva arrivare a una conferenza stampa in ritardo
di ore, poteva farti aspettare per giorni un’rsquo;intervista,
spostando gli appuntamenti da un luogo all’rsquo;altro e
da un’rsquo;ora all’rsquo;altra. Ma poteva anche portarti
con sé in elicottero, a fare l’rsquo;intervista guardando
il mondo dall’rsquo;alto mentre faceva i sopralluoghi per
un suo film. Vivere alla grande, tra poesia e selvaggeria.
Una vita cominciata un giorno di maggio del ’rsquo;55, a
Prato, città di industrie e di immigrati. Anche Francesco
ha sangue calabrese nelle vene. E anche lui, come tanti, inizia
a lavorare al telaio, in una delle innumerevoli industrie tessili.
Ma ha ambizione, e ha talento. Cominciano gli spettacoli, quel
ragazzino magro sa far ridere come nessun altro. Comincia l’rsquo;avventura
con un gruppo di cabaret divenuto storico: i Giancattivi, con
Alessandro Benvenuti e Athina Cenci. Un successo bruciante, improvviso.
Dopo tre mesi sono in televisione, e tutta Italia li conosce.
Ci sono anche liti e veleni, al momento della separazione, quando
Francesco inizia la carriera solista nel cinema. Ma adesso è
tutto finito. E Alessandro Benvenuti, il suo amico di allora,
non vuole parlare della frase di Francesco: "Non voglio dire
cose avventate sulla pelle di un amico. Prima di tutto, mi interessa
sapere come sta e che cosa pensa davvero", dice Benvenuti.
Il
chiaro e lo scuro
Sono gli anni ’rsquo;80: Francesco afferra il successo in
solitaria. Trionfa con una commedia all’rsquo;americana:
Io, Chiara e lo Scuro, in coppia con Giuliana De Sio. Che adesso,
però, spara sul suo ex partner: "le minacce di suicidio
si fanno agli amici, non ai giornali. Quella di Francesco è
una provocazione. Non so se si ritorcerà contro di lui
o se lo aiuterà a fare il film che desidera. Ma non sarei
preoccupata". In quegli stessi anni ’rsquo;80, l’rsquo;attore
pratese diventa un trionfatore del box office: in tutta Italia
impazziscono per le sue battute, per i suoi film comici, ma anche
sentimentali. Ne scrive cinque, da Tutta colpa del Paradiso, insieme
a Giovanni Veronesi, poi sceneggiatore e regista in proprio, con
film come Per amore, solo per amore e Il barbiere di Rio.
"Penso
che sia una boutade, quella di Francesco", dice Giovanni
Veronesi. "Francesco è un accentratore e un provocatore:
per muovere le acque fin troppo stagnanti del cinema italiano,
ha fatto questa provocazione. Non penso che possa ammazzarsi,
anche perché ha sette vite, e gliene restano altre sei.
I produttori, se non gli vogliono produrre il film, sono dei cretini.
Comunque avverto: se si ammazza lui mi ammazzo anch’rsquo;io.
Non per il cinema, ma per Francesco", chiude perentorio Veronesi.
Certo,
la carriera di Francesco Nuti è stata, da quegli anni ’rsquo;80
in poi, tutta un alternarsi di alti e bassi. Soprattutto personali.
Molte fidanzate, molti amori ? quello con Isabella Ferrari, fra
gli altri ? e poi una donna che gli si configge indelebile nell’rsquo;anima:
"l’rsquo;americana", come la chiama l’rsquo;amico
di Francesco, l’rsquo;attore Novello Novelli. Clarissa Burt.
Che gira con Francesco Caruso Pascoski di padre polacco, e che
vive con lui una intensa storia d’rsquo;amore. "Non
lo vedo da vent’rsquo;anni, Francesco", dice Clarissa
Burt, raggiunta negli Stati Uniti. "E’rsquo; incredibile
che un artista per fare un film debba ridursi a minacciare il
suicidio. I produttori dicono tante parole sulla volontà
di salvare il cinema italiano: cerchino di salvare Nuti facendo
uno sforzo in più".
Il
punto di rottura, nella carriera di Nuti, è segnato dal
film più ambizioso: Occhiopinocchio. Prima di Benigni,
anche Nuti viene castigato dal burattino. Il film esce, a Natale
1994, ed è un flop. Passano quattro anni perché
Francesco ? mentre le voci sul suo disagio, sui suoi problemi
con l’rsquo;alcol, crescono - riesca a trovare la forza,
e la serenità, per un altro film. E’rsquo; Il signor
Quindicipalle il film della rinascita. Nuti torna a girare con
una certa regolarità: l’rsquo;anno dopo porta sul
set di Io amo Andrea la figlioletta Ginevra, nata nel 1999 dalla
sua relazione con Anna Maria Malipiero. Segue Caruso zero in condotta,
uscito senza che nessuno se ne sia accorto. Lo stile non è
cambiato. Il pubblico, però, sì.
(9
gennaio 2003)
Giovanni
Bogani 10-01-2003
Francesco Nuti: 'Un film o mi uccido'
"Se entro il 15 febbraio non riuscirò a fare uno dei
film che sto preparando volerò via.".
Regista ed interprete della commedia brillante, toscano, Nuti
ha diretto alcuni dei maggiori campioni d'incasso tra gli anni
ottanta e novanta.
L'ultimo
grande successo è 'Donne Con Le Gonne', vincitore di tre
David. Poi il baratro: Nuti cade in depressione, s'aggrappa alla
bottiglia e s'imbarca nel primo grande flop: 'OcchioPinocchio'.
"Mi
sono attaccato alla bottiglia -spiega il regista- diventando un
alcolista. Poi mi sono avvicinato agli Alcolisti anonimi e ne
sono uscito. Ora sto bene, peso 70 chili, non tocco alcol da tempo.
L'ultimo film è stato un disastro, lo ammetto, ma era un
momento diverso, non ero ispirato, ancora stavo uscendo dall'alcol".
Il
pubblico lo abbandona, ma Nuti continua a scrivere film che vanno
inesorabilmente male.
'Il Signor Quindicipalle', con Sabrina Ferilli, segna la nuova
svolta: gli incassi non sono più quelli di un tempo, ma
il bilancio torna in attivo.
Benino va anche Io Amo Andrea , con Francesca Neri.
Quando
tutto sembra ricominciare, il nuovo flop: Caruso Zero In Condotta
e la separazione dalla sua compagna Annamaria Malipiero.
"Avevo
presentato la richiesta per il fondo di garanzia per 'Olga E Fratellastri
Billy' - continua Nuti - ai tempi del ministro Melandri. Avevo
già l'ok da parte di molti attori, Giorgio Albertazzi,
Gabriele Lavia, Maria Amelia Monti. Poi è cambiato il governo,
sono cambiate le commissioni e ho ricevuto una telefonata che
mi ha fatto capire che, se mi fossi avvicinato alla linea della
destra, avrei avuto il via libera".
La
minaccia di suicidio di Nuti ha scosso il mondo del cinema.
Preoccupata è Clarissa Burt, ex-fidanzata di Nuti: "Per
minacciare di fare un simile gesto Francesco deve stare davvero
molto male".
In apprensione anche Sabrina Ferilli, che esprime "Solidarietà,
amicizia e affetto".
Diversa
l'interpretazione di Giuliana De Sio: "Le minacce di suicidio
si fanno agli amici non ai giornali. E' sicuramente una provocazione
e come tale va interpretata".
Dell stesso parere è Veronesi: "Spero sia solo una
boutade. Francesco è un provocatore e lo ha fatto per smuovere
le acque. È un artista che trova difficoltà incomprensibili
tra i produttori che, non dovrebbero spingere mai a pensare cose
simili".
Speranzoso
Verdone, che dichiara: "Spero sia solo una battuta. Francesco
ha ancora molte cose da dire. Ha solo bisogno di tranquillità".
Taglia
corto, infine, il grande vecchio del cinema italiano, Mario Monicelli:"Francesco
Nuti "continua a fare spettacolo attraverso cose serie. Tutti
quelli che fanno annunci di questo tipo sono dei cialtroni".
10-01-2003
Francesco Nuti: 'Com'è difficile fare film oggi'
Francesco Nuti - in questi giorni presidente di giuria al Festival
Universitario di Cortometraggi "Lavori in corso" di
Napoli - spiega come in Italia basti poco per esser messo da parte:
"Basta fare due brutti film - ha raccontato agli studenti
che partecipano al festival - per essere accantonati. Io ho fatto
in passato dei film che sono piaciuti, poi ho attraversato un
periodo meno bello, ed ho iniziato ad essere tacciato come quello
che beve. Ora paziento e aspetto il 2006".
Il regista parla anche di politica: "Finché ci sarà
questo governo - afferma - sarà molto difficile emergere
per i giovani, ci vorrebbe una politica più organica anche
nel mondo dello spettacolo. Io voto sinistra e mi auguro che alle
prossime elezioni possa vincere, anche se mi sono accorto che
comunque anche loro devono stare attenti perchè è
facile alzare delle barriere".
"Negli
anni '80 - dice Nuti - venivano prodotti 150 film, ora ne escono
piu' o meno 60. La verità sta nel fatto che ora non si
rischia più, non esiste più il rischio d'impresa
da parte del produttore. Ormai il cinema è fatto da aziende,
infatti Berlusconi ha portato al governo un'azienda".
15-02-2004
Il Nuti rinato: "Torno al lavoro"
Francesco Nuti
"No, non devo comunicare che voglio suicidarmi". Anzi,
buone notizie a casa Nuti: "Sto bene, ho appena finito un
film senza problemi e tra poco forse farò una cosa a teatro":
lucido, autoironico, Francesco Nuti annuncia una ritrovata serenità
mentre è al montaggio il nuovo film di Claudio Fragasso
(titolo provvisorio 'Lupi solitari' ma si era parlato anche di
'Sangue freddo') in cui ha interpretato la parte di un commissario.
"Ci
sono tante buone notizie da dare stavolta - dice Nuti -: ho finito
un film senza problemi, sto benissimo, mi sono ricongiunto col
mio vecchio amico-nemico dei Giancattivi, Alessandro Benvenuti.
E come non bastasse credo che farò a marzo una specie di
numero zero di uno spettacolo teatrale a Roma".
Il film di Fragasso, attualmente al montaggio, è interpretato
anche da Massimo Bonetti e Antonella Ponziani ed è stato
scritto da Fragasso con Rossella Drudi. "Non dico nulla della
storia, lo farà il regista - precisa Nuti - ma posso anticipare
che è un noir o forse sarebbe meglio dire un giallo e che
io, come succede a tutti gli attori brillanti, credo di aver dimostrato
di essere bravo anche in un parte drammatica: come è noto,
il contrario si verifica molto più raramente".
Della
storia in realtà qualcosa si sa: ambientato tra il 1978
e i giorni nostri, vede come protagonisti un gruppo di ex compagni
di scuola che si ritrovano dopo anni, ma uno di loro mancherà
misteriosamente all'appuntamento. Benvenuti interpreta il ruolo
di un professore universitario. Il commissario di Nuti, a quanto
pare, sarà un personaggio negativo.
Per
Nuti è una piccola rivincita "su quelli che non mi
hanno dato l'opportunità di fari i miei film, come regista,
perché mi consideravano inaffidabile. Io comunque ce l'ho
sempre nel cassetto in attesa di tempi migliori (sono 'Solo quando
potra' cullare un bambinò 'Olga e i fratellastri billi').
Mi avevano proposto tre commedie come attore ma ho detto 'no grazie,
le commedie me le scrivo da solo'. E ho accettato l'offerta diversa
di Fragasso".
21-01-2004
Francesco
Nuti torna e si confessa: "Depresso, non alcolista".
Francesco Nuti
"Mi curavano per l'alcol, ma non per la depressione che era
la mia vera malattia".
Francesco Nuti, dopo un lungo periodo di disagio culminato con
un tentativo di suicidio, è tornato al cinema. In 'Concorso
di colpa' di Claudio Fragasso interpreta un ruolo drammatico:
è il commissario Francesco De Bernardi.
"Io
bevevo la vodka - continua Nuti - ma anche i potenti si danno
malati o vanno in Svizzera e tornano mostri impareggiabili".
27-01-2004
Francesco
Nuti: "Stò benissimo"
(02-02-2004)
Francesco Nuti presidente di giuria di 'Lavori in corso'
Il regista e attore fiorentino Francesco Nuti torna alla ribalta
partecipando a una manifestazione dedicata ai giovani che si affacciano
al mondo del cinema. Si tratta di 'Lavori in Corto', prima rassegna
italiana universitaria di cortometraggi.
Sabato, a partire dalle 17, all'interno dell'Aula Magna, sala
di proiezione cinematografica dell'Istituto Univesitario Parthenope
in via Acton, si darà vita alla quinta edizione della rassegna
dall'ironico titolo 'da grande saro' un film'. La direzione artistica
della manifestazione è affidata ai giornalisti Francesco
Borrelli, Alessandro Cannavale e Alessandro Picardi. Sei saranno
i cortometraggi finalisti che saranno proiettati e giudicati in
seconda battuta dalla giuria di addetti al settore presieduta
da Francesco Nuti. In giuria Paolo Rossetti, produttore cinematografico
e proprietario della Eco Film. Presenterà la manifestazione
Adele Pandolfi, protagonista storica di "Un posto al Sole".
10-02-2004
Francesco
Nuti: "Mi faccio di vino"
Francesco Nuti
"Avete in mente Jim Morrison, Jimi Hendrix, e il grande Ray
Charles che era cieco e si riempiva di droga? Ecco, io invece
'mi faccio' di vino".
Ieri a Roma Francesco Nuti ha scritto un'altra pagina buia della
sua carriera. Si è presentato visibilmente alterato, reduce
da una sbronza, ad una conferenza stampa dove avrebbe dovuto presentare
una proposta di legge in difesa del cinema e parlare del suo nuovo
film.
Alfonso
Pecoraro Scanio, l'altro convitato alla conferenza, ha tentato
di stemperare il clima della, appesantito dalle esternazioni di
Nuti. "Sono stato ministro dell'agricoltura e quindi mi sono
occupato anche di vino",
"L'Italia
è stata invasa dalle major, dobbiamo difenderci dal loro
monopolio. Il mio amico Alfonso Pecoraro Scanio ha accettato di
appoggiarmi in questa battaglia, e sarà lui a presentare
in Parlamento la mia proposta di legge" ha biascicato Nuti.
"Io
- confida Nuti - non volevo venire a questo incontro. Il cinema
è certo importante ma non si deve far confusione con i
miei problemi 'tossici'". Nuti si lascia quindi andare ancora
una volta, come è ormai sua abitudine negli ultimi anni,
a un'incontenibile voglia di parlare di sé e della sua
depressione che, probabilmente, non ha ancora del tutto superato.
Un
nuovo film che si intitola "Solo quando potrò cullare
un bambino" e che Nuti dovrebbe iniziare a girare tra la
primavera e l'estate del 2005, fra la Toscana e la Francia. Nel
film Nuti vestirà i panni di un medico oncologo, "il
dottor Rudi", che cura i bambini malati di tumore con la
terapia del sorriso.
Nuti,
poi, ha abbandonato la sala, annunciando che "l'incontro
non è parlare di cinema" ma "significa le mie
'dismissioni' dal cinema".
22-06-2004
In Piemonte il prossimo film di Nuti
Francesco Nuti è giunto oggi ad Alessandria per visionare
alcune possibili location per il film che probabilmente la prossima
estate girerà quasi interamente in Piemonte, tra Ivrea,
Alessandria e Acqui Terme, titolo provvisorio 'Olga e i fratellastri
Billi'.
Il regista toscano, accompagnato da Carlo Rosso e Daniele Segre
della Film Commission Torino, incontrando il sindaco Mara Scagni
ha confermato di avere trovato in città un ambiente particolarmente
adatto per realizzare di una parte della storia che ha in mente
di raccontare.
(23-02-2005)
Francesco
Nuti riparte dalla Musica
(10-05-2006)
Francesco Nuti in coma al Policlinico di Roma
Francesco Nuti è ricoverato al Policlinico di Roma in gravi
condizioni. L'attore e regista toscano è in coma e la prognosi
è riservata.
L'attore e regista è rimasto ferito gravemente alla testa
a causa di una caduta accidentale in casa, secondo quanto riferiscono
i suoi amici.
Da
molti anni, Nuti lotta con la dipendenza dall'alcol, di cui lui
stesso ha parlato più volte, ma, dopo un lungo periodo
di pausa, di recente era anche tornato al cinema come interprete
di un film di Claudio Fragasso. Nuti vive solo nella sua casa
romana dei Parioli.
(02-09-2006)
Speciale
su Film.Up
06 marzo 2001 - Conferenza stampa
Francesco Nuti
Intervista con il controverso attore toscano
di Valerio Salvi
Un'intervista
con Francesco Nuti è sempre un terno a lotto, non solo
per il suo carattere, ma anche per la sua scarsa loquacità.
Comunque gettiamoci nelle fauci del lupo.
La
scelta dei nomi dei protagonisti, Caruso e Giulia, la professione
di Caruso (psicologo) come anche l'uso del flashback durante la
narrazione, ci riportano ad un suo grande successo del passato
[Caruso Pascosky, di Padre Polacco]. Una motivazione scaramantica,
un legame particolare o qualcos'altro?
Mah... il nome di un personaggio è qualcosa a cui ci si
sente un pò legati, ad esempio il Michele di Nanni Moretti,
e Caruso in effetti mi è sempre piaciuto molto anche se
nato un pò per caso. Il resto è casuale.
Il
soggetto risale ad un anno fa, ma è decisamente molto attuale
oggi alla luce dei fatti di Novi Ligure. Fortuna o un malessere
della società che si è acuito con il tempo?
Fondamentalmente lo spunto nasce dalla difficoltà dei rapporti
genitori/figli ed in questo mi rifaccio a mio fratello che ha
una figlia di quattordici anni. Inoltre all'epoca il problema
che si manifestava maggiormente era quello delle baby-gang piuttosto
che fenomeni come quello di Novi Ligure.
Perché
la scelta di uno psicanalista?
Ritengo fosse importante per aumentare il lato comico della situazione.
Proprio uno psicanalista dovrebbe essere maggiormente in grado
di stabilire un dialogo con i figli, invece, per assurdo, non
ci riesce. Inoltre l'ho voluto vedovo per rendergli ancora più
difficile la situazione. La mancanza di una figura femminile al
fianco crea dubbi ed incertezze maggiori.
Quindi
il tema della solitudine, a te sempre caro, si ritrova anche in
questo film?
Si, la solitudine è un tema portante di tutti i miei film.
Caruso veniva abbandonato da Giulia (Caruso Pascosky), Willy era
un giornalista solo con un fratello disabile anche lui solo (Willy
Signori) in Tutta Colpa del Paradiso ero un ex-galeotto privato
della famiglia, in Stregati ero un dj nottambulo che si aggirava
per le vie di Genova e così via. Io amo molto la solitudine
e la cerco, per questo poi si riflette nei miei lavori.
Possiamo
dire che "Peter Pan" è finalmente cresciuto?
No! Come me il mio personaggio non rinnega il fanciullo che è
in lui, anzi! Nel finale vediamo Caruso prendere la mano del suo
alter ego bambino e percorrere insieme la strada.
06 marzo 2001 - Conferenza stampa
Francesco Nuti
Intervista con il controverso attore toscano
di Valerio Salvi
La tua adolescenza come influisce nel film?
Il film racchiude la commozione provocata dai ricordi del passato,
delle emozioni del presente e di ciò che sarà il
futuro. È un'alchimia.
La provincia che dipingi è "bella
e pulita", ma forse non è più così?
Concordo, per ritrovare quella provincia della nostra giovinezza
dobbiamo andare nei flashback della memoria. Quell'innocenza è
ormai perduta e francamente non so più se c'è quella
provincia.
La scelta di Giulia Serafini per il ruolo di tua
figlia come nasce?
Giulia è la figlia di uno scenografo che lavora da sempre
nei miei film e la conosco da quando era piccola. Al momento di
pensare ad una protagonista il passaggio è stato molto
naturale.
E quella di Platinette come sua paziente?
Mi piaceva l'idea e poi lei/lui mi ha chiesto di poter avere la
sindrome della suora che vuol essere papa.
Sei mai stato tu in analisi?
Mi piaceva l'idea e poi lei/lui mi ha chiesto di poter avere la
Ci ho provato un paio di volte ma poi me ne sono andato. Dovrei
riprendere, vero?
Quali film sulla gioventù e sugli adolescenti
ti hanno influenzato?
"Miracolo a Milano" e "Umberto D".
La scena dello sparo in sala giochi è una
frecciata contro i videogames?
Si, in effetti li odio [è noto che preferisce il biliardo].
Comunque si denuncia soprattutto la violenza.
06 marzo 2001 - Conferenza stampa
Francesco Nuti
Intervista con il controverso attore toscano
di Valerio Salvi
Tendi a minimizzare gli aspetti più "profondi"
del tuo lavoro a favore della commedia, perché?
Un film fondamentalmente non è solo l'espressione dell'autore
o del regista, ma ha anche un percorso produttivo e distributivo
il cui obiettivo finale sono gli spettatori. Se viene dipinto
come un lavoro di analisi della società, cosa che di fondo
non è, devia l'idea che il pubblico ne deve avere.
Ad esempio avete mai notato che un comico non può morire
(ad eccezione di Benigni)? Il pubblico rimane shockato e questo
non è gradito. Il massimo che mi è concesso è
un pò di malinconia.
Il film non sembra però molto facile rispetto
all'attuale mercato, non ne ha paura?
Mi sento sempre un pò debuttante ed ho una normale apprensione
verso una nuova uscita, ma sono anche sicuro della validità
del mio lavoro. È ovvio che non posso parametrarmi ad una
maxi produzione hollywooddiana con effetti speciali e budget da
capogiro. Ognuno si muove nel suo contesto. Questo film è
più maturo degli altri, ma anche io lo sono.
D'accordo così però si "scontrerà"
con Moretti [esce La Stanza del Figlio in contemporanea]?
Io e Moretti siamo separati da una stanza!
Progetti?
Mah, ti dirò...mi piacerebbe tornare in teatro. Da parecchio
tempo ho nel cassetto l'idea di portare sul palcoscenico le "Metamorfosi"
di Kafka.
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