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:: Francesco Nuti - Biografia

Francesco Nuti (nato a Prato il 17 maggio 1955) è un attore, regista e sceneggiatore cinematografico italiano.
La carriera di Nuti inizia nel 1982 con il trio comico del Giancattivi, con Alessandro Benvenuti e Athina Cenci, con i quali girerà Ad ovest di Paperino (1982). Successivamente sarà diretto da Maurizio Ponzi in Son contento (1983).
Successivamente passa anche dietro la macchina da presa con Caruso Pascoski di padre polacco (1988), Donne con le gonne (1991), OcchioPinocchio (1994).
A differenza di altri colleghi del momento, da Benigni a Moretti, allo stesso Troisi, Nuti non si poggia su personalità immediatamente forti e caratterizzate, ma il suo tipo fisico e somatico è di assoluta normalità, con una faccia vagamente buffa ma senza tic espressivi di rilievo.

francesco nuti
  • Nel 1988 ha partecipato come cantante al Festival di Sanremo con Sarà per te che verrà poi incisa da Mina.
  • Nel 1992 duetta con Mietta nel brano "Lasciamoci Respirare".
  • Nel 1999 ha una figlia con Anna Maria Malipiero.
  • Il 12 maggio 2006 è stato protagonista di un intervista su Radio 24 nella quale si sono palesati in lui problemi psico-fisici di cui si parlava da tempo.
  • Il 2 settembre 2006 viene ricoverato d'urgenza al Policlinico Umberto I di Roma in prognosi riservata, a causa di un grave ematoma cranico che il giorno seguente è stato ridotto chirurgicamente. L'attore era caduto dalle scale della sua abitazione, battendo il capo.
  • Il 24 novembre dello stesso anno esce dal coma e viene trasferito nell'ospedale Versilia, un centro specializzato nella riabilitazione neuro motoria in provincia di Lucca. Le ultime informazioni sull'artista risalgono al maggio del 2007: Francesco Nuti migliora e presto potrebbe tornare a camminare.
  • Ai primi di giugno del 2008 l'ex moglie Annamaria Malipiero, da cui ha avuto una figlia nel 1999, comunica che l'attore è uscito dall'ospedale e continua la riabilitazione.
  • A febbraio 2009 il fratello Giovanni Nuti rilascia un'intervista al quotidiano di Firenze 'La Nazione' annunciando il ritorno a casa di Francesco e, nel maggio dello stesso anno, durante la presentazione del saggio di Matteo Norcini 'Francesco Nuti. La vera storia di un grande talento', dichiara che con Francesco ha iniziato a scrivere un libro di poesie che s'intitola Poesie raccolte. Intanto l'amico Giovanni Veronesi, già collaboratore di molti suoi film, ha espresso la volontà di portare nelle scuole italiane i film di Francesco Nuti e di presentarli agli alunni con qualche personaggio importante: nel frattempo, la Cineteca Nazionale gli ha dedicato una retrospettiva alla Sala Trevi di Roma.

fonte: WikipediA


Toscano, nato a Prato il 17 maggio 1955, Nuti si esibisce sin da studente come attore dilettante fino al 1978, scrivendosi anche i testi e rivelando subito il suo naturale talento comico, entrato in crisi dopo il suo ultimo film, 'Caruso zero in condotta'. A minarne l'equilibrio psicofisico è il suo alcolismo. E' del 2003 un suo primo ricovero, fu lui stesso a chiamare i pompieri perchè si sentiva male; lo portano in ospedale dopo essere entrati in casa. Seguono questi ultimi anni di depressioni, cure, annunci di suicidio. L'ultima cattiva notizia è del gennaio di quest'anno, quando gli viene ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza, mentre a luglio incontra i giornalisti dicendosi pronto a tornare a lavorare. Presenta un cd, 'Starnuti' edito dalla SonyBmg, di 13 canzoni (quattro nuove) e annuncia un nuovo film, 'Olga e i fratellastri Billi', con nel cast Sabrina Ferilli e Isabella Ferrari, e un One Man Show a teatro, oltre a una mostra di suoi quadri. E' a fine anni '70 che venne notato da Alessandro Benvenuti ed Athina Cenci, una coppia gia' attiva nel cabaret col nome di 'Giancattivi', ai quali Francesco Nuti si unisce, conoscendo un primo periodo di successi, grazie a trasmissioni televisive come 'Non stop' e 'Black Out'. E' del 1981 l'esordio, col trio, nel cinema con "Ad ovest di Paperino" (firmato da Benvenuti), ove viene riproposto parte del loro repertorio. L'anno dopo Nuti decide di separarsi dai propri compagni ed interpreta tre fortunati titoli con la regia di Maurizio Ponzi che faranno incassi notevoli: 'Madonna, da che silenzio c'è staserà (1982) a 'Son contento' (1983) con in mezzo 'Io, Chiara e lo Scuro' (1983) che, nato come gustosa, toscana, parodia de 'Lo spaccone' con Paul Newman, gli procurerà grande notorietà e diventerà quasi un film cult, legandolo per sempre al suo ruolo di grande giocatore di biliardo innamorato. Dall'85 in avanti decide di dirigersi da sè: 'Casablanca, Casablanca' (1985), suo esordio registico, ammicca garbatamente al mitico film di Bogart-Curtiz e ripropone in realtà personaggi di 'Io, Chiara e lo Scuro'. In seguito Nuti alterna a storie intrise di bizzarro romanticismo ('Tutta colpa del paradisò nell'85, 'Stregati' l'anno dopo) bizzarre favolette dal sapore agrodolce, da 'Caruso Pascoski di padre polacco' (1988) a 'Donne con le gonne' (1991), passando per 'Willi Signori e vengo da lontano' (1989). Successivamente, resta impigliato nella lunga, travagliata lavorazione di 'OcchioPinocchio' (1995), costosa pellicola dalle grandi e mal riposte ambizioni, che avrà pochissimo successo. Per riprendersi nel 1998, con 'Il signor Quindicipalle' cerca di tornare ai suoi personaggi più amati, riuscendo a recuperare almeno in parte il proprio pubblico. I suoi ultimi lavori, sempre come regista e interprete, sono, nel 1999 'Io amo Andrea', una commedia delicata e simpatica con Francesca Neri, e nel 2000 'Caruso, zero in condotta'. Da allora, sul talento, l'avrebbero avuta vinta, sempre più spesso, la depressione e l'alcol.

fonte: KataWeb Cinema

Fiorentino, classe 1955, Nuti si esibisce ancora studente come attore dilettante fino al 1978, scrivendosi anche i testi; notato da Alessandro Benvenuti ed Athina Cenci, una coppia già attiva nel cabaret col nome di Giancattivi, si unisce a loro conoscendo un primo periodo di successi, grazie a trasmissioni televisive come "Non stop" e "Black Out".
Nel 1981, il trio esordisce nel cinema con "Ad ovest di Paperino" (firmato da Benvenuti), ove viene riproposto parte del loro repertorio: nell'annata successiva, Nuti decide di separarsi dai propri compagni ed interpreta tre titoli con la regia di Maurizio Ponzi - "Madonna, che silenzio c'è stasera" (1982), "Io, Chiara e lo Scuro" (1983), "Son contento" (1983) - che gli procurano una straordinaria notorietà (segnatamente il secondo, gustosa parodia de "Lo spaccone" con Paul Newman) e garantiscono incassi strepitosi.
Dall'85 in avanti, egli decide di dirigersi da sé: "Casablanca, Casablanca" (1985), suo esordio registico, ammicca garbatamente al mitico film di Bogart-Curtiz e ripropone i personaggi di "Io, Chiara e lo Scuro"; in seguito, egli alterna a storie intrise di bizzarro romanticismo ("Tutta colpa del paradiso" nell'85, "Stregati" l'anno dopo) bizzarri favolelli dal sapore agrodolce, da "Caruso Pascoski di padre polacco" (1988) a "Donne con le gonne" (1991), passando per "Willi Signori e vengo da lontano" (1989).
Successivamente, resta impigliato nella lavorazione di "OcchioPinocchio" (1995), pellicola dalle grandi e malriposte ambizioni: torna nel ‘98 con "Il signor Quindicipalle", riuscendo a recuperare almeno in parte il proprio pubblico.
Nel 1999 Nuti dirige "Io amo Andrea", una commedia delicata e simpatica con Francesca Neri, e nel 2000 "Caruso, zero in condotta".

fonte: Italica.RAI

:: Io amo Andrea

Due sono, com'è ben noto, le corna della commedia cinematografica italiana: da una parte, quella che potremmo definire "comicarola" e che s'identifica nella fucina Vanzina-Parenti, popolata da una schiera d'attori capace di risultar rappresentativa d'ogni area geografica della penisola, destinata a platee di bocca buona e non di rado indulgente alla volgarità più grossolana; d'altro canto, lavori ed ipotesi ascrivibili alla poetica "malincomica", fusione cioè di vicende romantiche con elementi di buffonesca e garbata ironia.
In questa seconda direzione, può certo esser considerato un apripista Francesco Nuti; film come "Io, Chiara e lo Scuro" o "Son contento" vanno considerati archetipici d'una tendenza poi destinata a far proseliti, primo fra tutti il Pieraccioni scassabotteghini de "Il ciclone" e di "Fuochi d'artificio".
Reduce da una crisi dovuta alle vicissitudini del disastroso "Occhiopinocchio", Nuti è tornato nella scorsa stagione al successo con "Il signor Quindicipalle" e si ripresenta ora con "Io amo Andrea", storia d'un atipico triangolo amoroso destinato a concludersi in maniera imprevedibile.
Un giudizio? Ci sembra di poter dire che siamo lontani dai modelli statunitensi, per intenderci i vari "Harry, ti presento sally": gli è che, non fidandosi completamente del "genere", il Nostro ricorre talvolta alle scorciatoie del turpiloquio e del nudo, abusa di sax e miele, s'agita freneticamente senza alcun costrutto. Ne risulta un film ad un tempo congestionato ed asfittico, che ha come uniche armi la simpatia degli intepreti e la civiltà dell'assunto: elementi insufficienti, temiamo, per assicurarsi il consenso delle platee.


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:: Francesco Nuti - Filmografia


“Concorso di Colpa” (attore) Claudio Fragasso 2005

Cast
Prof. Massimo Pallotta: Alessandro Benvenuti
Laura Lavezzi: Antonella Ponziani
Giovanni Barreca: Luca Lionello
Francesco De Bernardi: Francesco Nuti

Trama
Francesco De Bernardi è commisario capo della squadra omicidi. Ha un figlio no global che lo contesta. Durante un’indagine di routine, si apre una pista su di un caso di omicidio, commesso da cinque giovani extraparlamentari, avvenuto venticinque anni prima e mai risolto. Gli indagati oggi sono dei professionisti affermati. Il nostro commissario riesce a stanarli. Il caso sembra risolto.

Multimedia
Locandina: Concorso di Colpa

Concorso di Colpa

:: Locandina ::

Crediti
Anno: 2005
Nazione: Italia
Distribuzione: Istituto Luce
Data uscita in Italia: 26 agosto 2005
Genere: drammatico
Regia: Claudio Fragasso
Sceneggiatura: Rossella Drudi
Fotografia: Tani Canevari
Musiche: Pino Donaggio
Montaggio: Ugo De Rossi


“Caruso, zero in condotta” (attore,regista,sceneggiatore) Francesco Nuti 2000
... oppure Caruso, Zero for Conduct (Internazionale: Titolo inglese)

Cast
Massimo Salvianti
Olga: Cecilia Dazzi
Lorenzo Caruso: Francesco Nuti
Giulia: Giulia Serafini
Diego: Lorenzo De Angelis

Trama
Lorenzo Caruso è uno piscologo che vive in una città di provincia con sua figlia Giulia, unica compagnia dalla morte della moglie. Improvvisamente la vita di Lorenzo è sconvolta dalla scoperta che Giulia fa parte di una baby gang: ruba nei supermercati, ha già raccolto svariate denunce.Tutto ciò in cui Lorenzo ha sempre creduto: la comunicazione, la comprensione, la libertà con sua figlia è messo in crisi.

Multimedia
Locandina: Caruso, zero in condotta

Caruso, zero in condotta

:: Locandina ::

Crediti
Anno: 2000
Nazione: Italia
Produzione:Medusa
Durata: 91'
Data uscita in Italia: 09 marzo 2001
Genere: commedia
Regia: Francesco Nuti
Sceneggiatura: Carla Giulia Casalini Virginia Vianello Ugo Chiti Francesco Nuti
Fotografia: Tani Canevari
Musiche: Riccardo Galardini Giovanni Nuti
Montaggio: Ugo De Rossi


“Io amo Andrea” (attore,regista,sceneggiatore,produttore) Francesco Nuti 1999
... oppure I Love Andrea (Europa: Titolo inglese)

Cast
Dado: Francesco Nuti
Francesca: Agathe De La Fontaine
Andrea: Francesca Neri

Multimedia
Trailer: Io amo Andrea

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:: Trailer ::

Trama
Dado (Francesco Nuti) ha quarantanni, e divorziato e si innamora di una giovane ragazza, con la quale vive una storia travolgente e piena di passione. Dado scopre pero che la ragazza e gia fidanzata con un'altra donna...

Dado, un veterinario appena divorziato, incontra Francesca (Agathe de la Fontaine), giovane, vivace e molto bella. Nasce subito una relazione amorosa che però sarà scoperta dal fidanzato di Francesca, Andrea, un ingegnere con… i tacchi. Dado inizia così a duellare con una donna per una donna. Una sfida tutta da imparare. Qualcosa però è destinato a girare in modo diverso.

Multimedia
Locandina: Io amo Andrea

Io amo Andrea

:: Locandina ::

Crediti
Anno: 1999
Nazione: Italia
Produzione:Universal Pictures
Data uscita in Italia: 14 gennaio 2000
Regia: Francesco Nuti


“Il signor Quindicipalle” (attore,regista,sceneggiatore) Francesco Nuti 1998
... oppure Mr. Fifteen Balls (Australia)

Cast
Francesco Nuti
Novello Novelli
Antonio Petrocelli
Alberto Gimignani
Sabrina Ferilli

Trama
Ereditata dal padre la passione, Cecco è diventato un campione di biliardo all'americana. Ha paura delle donne, però. Per far contenti i parenti, ingaggia Sissi, prostituta d'alto bordo, e la presenta ai parenti come fidanzata. La ragazza prende così sul serio la parte che conquista la famiglia e poi lo stesso Cecco. Con la stecca in mano, Nuti (Prato, 1955) è un asso, ma perché s'ostina a fare il regista? Era da giovane un attore bravino - un promiscuo più che un comico - dalla parlantina in libertà vigilata "con la sua aria da schiaffi che chiameremo nutaggine, con il suo umore recalcitrante che chiameremo malincomico (impasto di comicità e malinconia)" (Stefano Reggiani). Perché non si procura qualche sceneggiatore in gamba invece di Mario Bellini e Malù Di Lonardo (che gli scodellano la vecchia e trita storiella della prostituta di buon cuore che recita da fidanzatina) e un produttore di polso che faccia da argine al suo devastante narcisismo? La Ferilli continua a essere bella, nonostante la sovraesposizione in TV, ma qui ha l'aria distratta come preoccupata di sbrigare in fretta il lavoro e ritirare la paga.

Crediti
Anno: 1998
Nazione: Italia
Produzione:Medusa
Durata: 103'
Regia: Francesco Nuti


“OcchioPinocchio” (attore,regista,sceneggiatore) Francesco Nuti 1994

Cast
Francesco Nuti
Chiara Caselli
Joss Ackland
Victor Cavallo
Novello Novelli
Pina Cei

Trama
Torvo uomo d'affari italo-americano scopre di avere un figlio naturale in Toscana e vorrebbe farne il suo erede, ma il mattocchio gli sfugge e va a rimorchio di una ladruncola sgallettata. Deragliato, paranoico, ridondante, frutto di una dissennata contaminazione postmoderna tra i generi dove il personaggio di Collodi è un pretesto. Si salvano C. Caselli, spesso ignuda, e gli stunt-man. Girato negli USA con sprechi megalomani (si parlò di una spesa di 18 miliardi) che rischiarono di mandare in tilt il produttore Cecchi Gori.

Crediti
Anno: 1994
Nazione: Italia
Produzione:Cecchi Gori
Durata: 138'
Genere: commedia
Regia: Francesco Nuti


“Donne con le gonne” (attore,regista,sceneggiatore) Francesco Nuti 1991
... oppure Women in Skirts

Cast
Francesco Nuti
Carole Bouquet
Gastone Moschin
Daniele Dublino
Cinzia Leone
Antonio Petrocelli
Didi Perego

Trama
Convinto che le donne devono fare solo le mogli e le madri, un affermato dentista è denunciato dalla consorte per violenze fisiche e psicologiche. L'avvocato ricostruisce la loro travagliata storia d'amore. Film a tesi, misogino anche nella lieta fine, mai comico solo a tratti divertente, spesso banale e narrativamente debole.

Crediti
Anno: 1991
Nazione: Italia
Produzione:Filmauro
Durata: 115'
Regia: Francesco Nuti


“Willy Signori e vengo da lontano” (attore,regista,sceneggiatore) Francesco Nuti 1989

Cast
Francesco Nuti
Alessandro Haber
Anna Galiena
Cristina Gajoni
Isabella Ferrari

Trama
Scampato a un incidente, in cui un uomo è morto, il cronista Willy si fa inoculare un forte senso di colpa dalla fidanzata incinta del defunto e si dedica a lei. La sua fidanzata, energica come medico e ingorda come amante, lo molla. Lieta fine in Marocco dove vive il fratello di Willy su sedia a rotelle. Una gag ogni 10 minuti, ma sotto la media di Caruso Paskoski. Ogni trovata è replicata due o tre volte. Vero motivo di spasso è A. Haber, fratello disabile col mal d'Africa.

Multimedia
Locandina: Willy Signori e vengo da lontano

Willy Signori e vengo da lontano

:: Locandina ::

Crediti
Anno: 1989
Nazione: Italia
Produzione:Warner
Durata: 105'
Regia: Francesco Nuti


“Caruso Pascoski (di padre polacco)” (attore,regista,sceneggiatore) Francesco Nuti 1988
... oppure Caruso Paskoski, Son of a Pole

Cast
Francesco Nuti
Novello Novelli
Antonio Petrocelli
Ricky Tognazzi
Clarissa Burt

Trama
E la storia di una passione coniugale: la moglie di uno psicanalista psicolabile è attratta da un omosessuale refoulé. In questo film paradossale e insolito F. Nuti dà sfogo alla vena sarcastica dell'umorismo toscano, ritrova l'estro della gag visiva, mescola i toni con una furia nevrotica in linea con quella del protagonista. Ma ha il fiato corto.

Crediti
Anno: 1988
Nazione: Italia
Produzione:Cecchi Gori
Durata: 100'
Regia: Francesco Nuti
Sceneggiatura: David Grieco


“Maramao” (produttore) Giovanni Veronesi 1987 di Giovanni e Sandro Veronesi

“Stregati” (attore,regista,sceneggiatore) Francesco Nuti 1986
... oppure Bewitched

Cast
Francesco Nuti
Sergio Solli
Ornella Muti
Alex Partexano
Novello Novelli

Trama
Disk-jockey genovese abita in un loft vicino al porto, ha per amici alcuni vitelloni con l'hobby degli scherzacci e come filosofia: "Non innamorarsi mai". Ma gli capita Anna, in procinto di sposarsi. Struggente e un po' stupido sullo sfondo di una Genova invernale di bella suggestione, è un omaggio alla notte e al cinema. Qualche sconnessione, una lieta fine improbabile.

Crediti
Anno: 1986
Nazione: Italia
Produzione:Columbia Tristar
Durata: 94'
Regia: Francesco Nuti
Sceneggiatura: Vincenzo Cerami


"Sogni e bisogni" (attore) (mini) Serie TV, 1985

“Casablanca Casablanca” (attore,regista,sceneggiatore) Francesco Nuti 1985

Cast
Francesco Nuti
Giuliana De Sio
Daniel Olbrychski

Trama
Chiara ha un'interessante offerta di lavoro e lascia Francesco che, solo e geloso, accetta una sfida a biliardo al campionato mondiale di goriziana. Si ritrovano a Casablanca dove ha luogo la partita. Seguito di Io, Chiara e lo Scuro (1982), è una commedia sentimentale in cui il sentimento prevarica sulla comicità. Carino, troppo carino e troppo sentimentale. Amabilmente brillante, ma fondato sulla ripetizione.

Crediti
Anno: 1985
Nazione: Italia
Produzione:Titanus
Durata: 100'
Genere: commedia
Regia: Francesco Nuti


“Tutta colpa del paradiso” (attore,regista,sceneggiatore) Francesco Nuti 1985
... oppure All the Fault of Paradise (Internazionale: Titolo inglese)

Cast
Francesco Nuti
Ornella Muti
Novello Novelli
Roberto Alpi
Laura Betti
Marco Vivio

Trama
Uscito dal carcere, Romeo rintraccia l'indirizzo della coppia che ha adottato il figlioletto natogli sei anni prima. La raggiunge in un rifugio di montagna, si fa ospitare sotto falso nome, ma poi se ne va. Commedia dei sentimenti taciuti, il 2 film di F. Nuti regista è soffuso di umore "malincomico", sempre in bilico sul sentimentalismo e un po' infettato dalla retorica della montagna e delle alte vette. Fragilino.

Multimedia
Locandina: Tutta colpa del paradiso

Crediti
Anno: 1985
Nazione: Italia
Durata: 102'
Regia: Francesco Nuti


“Son contento” (attore) Maurizio Ponzi 1983

Cast
Ricky Tognazzi
Francesco Nuti
Carlo Giuffré
Barbara De Rossi
Novello Novelli

Trama
Attore comico in locali di provincia, Francesco (F. Nuti) si dice contento, ma non lo è. Anzi si accorge di star perdendo il contatto con il pubblico, finché scopre che lo fa ancora ridere quando nutre le sue esibizioni con i suoi fatti privati. Torna al successo, riconquista la ragazza (B. De Rossi) che l'aveva lasciato, ma che, scoprendo di essere stata di nuovo usata, se ne va definitivamente. 3 e ultimo film del binomio Ponzi-Nuti. Tra le pieghe di un'agrodolce commedia sentimentale scritta con Nuti, Franco Ferrini e Enrico Oldoini c'è l'ambizione di un "paradosso dell'attor comico", la capziosa riflessione di un entertainer sul proprio mestiere. I luoghi comuni non mancano, ma c'è garbo e un epilogo non conciliante.

Crediti
Anno: 1983
Nazione: Italia
Durata: 99'
Regia: Maurizio Ponzi


“Madonna che silenzio c'è stasera” (attore,sceneggiatore) Maurizio Ponzi 1982

Cast
Gina Sammarco
Mario Cesarino
Massimo Sarchielli
Francesco Nuti
Edy Angelillo

Trama
Teatro d'azione è Prato (Firenze), dove Francesco è alle prese con la disoccupazione, un difficile rapporto con una madre ingombrante e incombente, la ragazza che l'ha abbandonato, il vuoto di un padre morto quand'era bambino. Festevole e sarcastico, in bilico tra realtà e fantasia, è un film tenero, arguto, con diverse buffe invenzioni e un'insolita colonna sonora e musicale. Qua e là rallentato da qualche funambolismo verbale da cabaret.

Multimedia
Locandina: Madonna che silenzio c'è stasera


Crediti
Anno: 1982
Nazione: Italia
Durata: 93'
Regia: Maurizio Ponzi


“Ad ovest di Paperino” (attore) Alessandro Benvenuti 1982

Cast
Alessandro Benvenuti
Francesco Nuti
Athina Cenci

Trama
A zonzo per le vie di una Firenze non turistica, tre giovani incrociano l'Assurdo, la Fantasia, un po' di Rabbia e molta Malinconia. C'è brio, rifiuto della volgarità e una certa tensione verso il poetico. Perché, allora, il film non decolla? Nel trasferire la comicità dei Giancattivi dal cabaret al cinema, Benvenuti e Co. sono rimasti a mezz'aria.

La giornata densa di avvenimenti di tre ragazzi. Antonio, in cerca di lavoro, ed Augusto, impiegato insoddisfatto presso una radio libera, incontrano... Marta, una pittrice. Dal desiderio di porre termine alla solitudine che li accomuna, danno libero sfogo alla loro fantasia, diventando i protagonisti di una 'favola strampalata', di un gioco e di una storia che coinvolge solo loro e che non è possibile spiegare ad altri...

Multimedia
Locandina: Ad ovest di Paperino

Crediti
Anno: 1982
Nazione: Italia
Durata: 95'
Regia: Alessandro Benvenuti


“Io, Chiara e lo Scuro” (attore,soggetto) Maurizio Ponzi 1982
... oppure The Pool Hustlers

Cast
Marcello Lotti
Antonio Petrocelli
Francesco Nuti
Renato Cecchetto
Giuliana De Sio

Trama
Portiere d'albergo, appassionato di bigliardo, e bella sassofonista abitano nella stessa casa, ma non si conoscono. A far da galeotto tra i due è lo scambio di una valigetta. Commedia elegante, contraddistinta da un'idea di leggerezza e di gioventù, dal rifiuto della volgarità. Efficace contorno di caratteristi.

Crediti
Anno: 1982
Nazione: Italia
Durata: 103'
Regia: Maurizio Ponzi


"Non stop" (attore) Serie TV, 1977

fonte: IMDb Movie database



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Francesco Nuti: 'Faccio cinema e mi confesso'

"Avevo vent'anni, mi dissero: tu puoi fare tutto, puoi anche leggere le Pagine Gialle e vai bene. Puoi anche farti di cocaina, di eroina, di Lsd, che vai bene. E io, figlio di un barbiere, io perito chimico che lavorava al telaio, non avevo la maturità per difendermi da tutto questo. Il set è stato la mia droga", dice.

Poi parla di Benigni. "Quel Pinocchio lì, tutto buono, io non lo riconosco", dice, come se dicesse la cosa più normale del mondo.
"Pinocchio è una favola fatta di veleno. La Fata Turchina è la donna più cattiva del mondo. Dove la vede Benigni la bontà?". E lo dice uno che a Pinocchio ha dedicato il suo film più ambizioso, e più sfortunato. Si chiamava Occhiopinocchio, lo ha girato negli Stati Uniti, è uscito dopo un'agonia di rimandi, c'era un bravissimo Victor Cavallo nel cast, sia detto per la cronaca o per quella storia che dimentica tutto, anche le facce che hanno dato sapore al cinema. E il film lo videro in pochi.

"Io il film di Benigni non l'ho visto, ma di una cosa sono sicuro: Pinocchio non è la libertà, la gioia del vivere. Pinocchio è una favola dark, è la favola più velenosa del mondo. Carlo Lorenzini la scrisse con rabbia, col fiato dell'editore sul collo, la scrisse solo per pagare i suoi debiti di gioco. E scrisse la storia di un vecchio egoista che vuole farsi un figlio a sua immagine e somiglianza, senza la madre. E la Fata Turchina? Ma c'è un personaggio più cattivo? Lo fa sempre morire, Pinocchio? E il Paese dei Balocchi è un tunnel di perdizione, all'epoca simbolizzava l'alcol, oggi sarebbe la droga. Pinocchio ne esce per un soffio, per un pelo. Ma non è la Libertà, il Paese dei Balocchi. E' un luogo di perdizione. So che il film di Roberto non andrà in questa direzione".

Ne ha ancora, di cose da dire. Ma molte le ha messe in un libro, una autobiografia che uscirà da Feltrinelli: 'Faccio cinema e mi confesso', si chiama. Dove si parla di produttori, di attori e di registi. "Racconto il mio ventennio: no, non quello fascista. Il mio. Dal 1981 al 2001. Vent'anni di cinema. Scrivo a mano, scrivo un diario da quando avevo quattordici anni. Quegli appunti, poi li trascrivo a macchina, su una vecchia Olivetti 22 comprata di seconda mano. Che cosa c'è dentro questo libro? Abbastanza per prendermi delle querele".

Da chi? Ti senti in credito con qualcuno, in questo mestiere?
Certo. Per dirti: Gori ? hai presente Gori? ? mi ha impedito di rimontare Occhiopinocchio. C'è almeno un'ora di film che nessuno ha mai visto, io lo avrei rimontato gratis, per poter finire un lavoro che all'epoca avevo fatto male. Ma me lo ha impedito. E non è che l'ultimo episodio.

Nel libro parli di politica? Hai dichiarato che sei d'accordo 'quasi su tutto' con Nanni Moretti. Su cosa no?
Sul fatto che alla sinistra le elezioni non le ha fatte perdere Bertinotti, ma D'Alema. E avrei una domandina per lui: perché non ha fatto l'antitrust quando era al governo? E perché pubblica i suoi libri con Mondadori, che è la casa editrice di Berlusconi?

Tu da che parte stai, scusa?
Io sono di sinistra e cattolico. E mi piacciono solo gli uomini politici che non ci sono più. Berlinguer. Pertini. O anche Aldo Moro. Erano persone per bene. Persino Giorgio Almirante, seppure a migliaia di chilometri di distanza, mi sembrava una persona per bene.
Oggi camuffano un partito con i nomi degli ortaggi, la quercia, l'ulivo, il ravanello pallido... che senso ha? Che c'era di male, per esempio, in uno strumento che serve per tagliare il grano e in uno che serve per piantare i chiodi?

Parliamo del prossimo film. Mi ripeti il titolo?
Si chiama Solo quando potrò cullare un bambino, guarda, è la prima volta che lo dico. L'ho scritto con Maurizio Coen e con Malù di Leonardo, lo produco insieme a Gianfranco Piccioli. Giriamo in primavera a Siena, in una valle del senese e a Milano, per uscire a Natale 2003. Era uscita la notizia che racconta di un uomo con un handicap, ma avevano capito male.
Sono io che parto con un handicap: quello del flop del mio film precedente. Ma le sfide mi sono sempre piaciute. E visto che le sfide mi piacciono, ne aggiungo subito un'altra.
Dopo Solo quando potrò cullare un bambino giro un altro film, già scritto. Olga e i fratellastri Billi è il titolo. E per il cast, sto pensando a Francesca Neri, a Valerio Mastandrea e a GiorgioAlbertazzi. Ma è presto per parlarne. Limportante è che a quarantasette anni sono pieno di voglia di fare, di entusiasmo.

E mentre lo dice, ne sei certo, gli si sono chiusi gli occhi, la bocca è tirata in quel sorriso un pò da Yoghi, e gli è tornata la fossetta sotto il mento.
(24 ottobre 2002)

Giovanni Bogani 23-10-2002




L'annuncio choc di Nuti: 'O giro un film o mi ammazzo'

ROMA: "Il cinema è la mia vita. Per cui, se non mi fanno fare il cinema, mi ammazzo". A dirlo è Francesco Nuti, 47 anni, fuoriclasse del cinema comico. Ma non sembra una battuta. "Io non voglio cambiare la mia natura e le mie convinzioni per fare film", aggiunge.
Il 15 febbraio
Poche ore prima, all’rsquo;agenzia di stampa Adn kronos, Francesco Nuti ha dichiarato: "Il termine è il 15 febbraio. Poi, se non ci sono novità, me ne volo via". Racconta di essere in uno stato di "profonda crisi personale e finanziaria". E prosegue: "Quindi, meglio essere chiari e dire le cose come stanno". Il motivo del gesto annunciato è, dice, "l’rsquo;impossibilità di realizzare un nuovo film".

"Avevo presentato la richiesta per il fondo di garanzia per il film Olga e i fratellastri Billi, ai tempi del ministro Melandri. Avevo già l’rsquo;ok di molti attori, Giorgio Albertazzi, Gabriele Lavia, Maria Monti. Poi è cambiato il governo, sono cambiate le commissioni e ho ricevuto una telefonata che mi ha fatto capire che, se mi fossi avvicinato alla linea della destra, avrei avuto il via libera. Ma io non divento di destra per fare un film".

Recentemente, parlando di un sua autobiografia che sarebbe dovuta uscire da Feltrinelli, Francesco Nuti aveva dichiarato di essere d’rsquo;accordo "quasi tu tutto" con Nanni Moretti, che l’rsquo;unico politico a cui avrebbe prestato del denaro era Cofferati, e aveva affermato di sentirsi ancora legato al vecchio partito comunista, "anche se lo hanno cammuffato con i nomi degli ortaggi, la quercia, l’rsquo;ulivo e il ravanello pallido".

Lo stop per il suo Olga e i fratellastri Billi non è l’rsquo;unico che Nuti ha dovuto subire in questi mesi. "Ho scritto un altro film autobiografico intitolato Solo quando potrò cullare un bambino, ci lavoro da agosto. L’rsquo;ho scritto insieme a Maurizio Coen e a Malù Di Leonardo. Ma dai produttori, gente che ho fatto arricchire per tanti anni, ho ricevuto rifiuti continui, malgrado abbia la possibilità di avere nel cast gente come Philippe Noiret, che si è reso disponibile per giugno e luglio. E’rsquo; un film che posso cominciare a preparare entro e non oltre il 15 febbraio".

Ecco il perché di quella data. Nuti pensa a girare il film in estate, a uscire nelle sale a Natale, a ritrovare un rapporto con il grande pubblico, perduto da tempo: i suoi ritorni, quelli di Quindicipalle, di Io amo Andrea e di Caruso zero in condotta, non hanno riallacciato un affetto, una partecipazione, un amore popolare paragonabile ai tempi di Donne con le gonne.

Un disoccupato. Come quelli di Termini Imerese
Il giocattolo si era rotto otto anni fa, ai tempi di Occhiopinocchio, un film costosissimo, girato tra mille ritardi, con il set chiuso e poi riaperto, con i litigi fra lui e il produttore Vittorio Cecchi Gori. Con Nuti preda di una crisi depressiva e di una dipendenza dalla bottiglia. "Era iniziata nel ’rsquo;92, la crisi, al culmine del mio successo, dopo i tre David di Donatello per Donne con le gonne", dice. "Ma adesso sto bene. Peso 70 chili, sono in forma, vado in bicicletta, non tocco una goccia di alcol da tempo". Sul set di Io amo Andrea, dove l’rsquo;avevamo incontrato l’rsquo;ultima volta, tutto questo era vero. Stava bene. Preciso, presente, capace di guidare con sicurezza quella macchina complicata che è un film. Con, accanto a sé, Anna Maria Malipiero, l’rsquo;attrice di "Vivere" con cui stava insieme, e che gli aveva dato la figlia Ginevra, che aveva fatto esordire a tre mesi, in una scena del film. Poi il film, nelle sale, non era andato benissimo, ma questo è un altro discorso. Lui stava bene. E non avrebbe mandato nessuna macchina-film fuori strada.

Poi, però, la storia con Anna Maria è finita. E forse anche questo c’rsquo;entra. "Ginevra sta con la madre. Io e Anna Maria non andavamo d’rsquo;accordo da tempo, e abbiamo deciso che era meglio che ognuno andasse per la sua strada. La verità è che devo smettere di innamorarmi delle attrici".

Adesso, però, pare ci siano solo porte sbattute in faccia, per lui. "E io so fare solo un mestiere, il regista di cinema. Non mi va di fare fiction o pubblicità per mantenermi. Ho un ideale preciso, è una scelta personale. Se entro il 15 febbraio non si muove qualcosa, la faccio finita. Non sarà quello il giorno esatto, sceglierò tempi e modi, ma la farò finita".

Certo, di stare lì ad affondare in silenzio e di abbozzare, Nuti non ne ha nessuna voglia. Chissà quanti registi ci sono che hanno visto o stanno vedendo allontanarsi la possibilità di fare il prossimo film. Chissà quanti che hanno avuto porte sbattute in faccia, o che si stanno accontentando di lavori simili, che si stanno adattando. Regie televisive, regie teatrali, short pubblicitari. Magari non è bello, ma è la vita. Niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma. L’rsquo;ha detto Lavoisier, o Berlusconi?Nuti, piuttosto che trasformarsi, preferisce distruggersi. E sente che il suo posto di lavoro è lì e solo lì. A dirigere quel caos che è un set di cinema. "Io mi sento un disoccupato. Proprio come quelli di Termini Imerese, cui devolverei il 25 per cento dell’rsquo;incasso del mio film, se me lo fanno fare", dice.

Fra i "cenci" e i Giancattivi
Francesco Nuti è sempre stato così, capace di improvvise e travolgenti dolcezze, di proclami, di gesti al confine tra l’rsquo;arroganza e la malinconia. Poteva arrivare a una conferenza stampa in ritardo di ore, poteva farti aspettare per giorni un’rsquo;intervista, spostando gli appuntamenti da un luogo all’rsquo;altro e da un’rsquo;ora all’rsquo;altra. Ma poteva anche portarti con sé in elicottero, a fare l’rsquo;intervista guardando il mondo dall’rsquo;alto mentre faceva i sopralluoghi per un suo film. Vivere alla grande, tra poesia e selvaggeria.
Una vita cominciata un giorno di maggio del ’rsquo;55, a Prato, città di industrie e di immigrati. Anche Francesco ha sangue calabrese nelle vene. E anche lui, come tanti, inizia a lavorare al telaio, in una delle innumerevoli industrie tessili. Ma ha ambizione, e ha talento. Cominciano gli spettacoli, quel ragazzino magro sa far ridere come nessun altro. Comincia l’rsquo;avventura con un gruppo di cabaret divenuto storico: i Giancattivi, con Alessandro Benvenuti e Athina Cenci. Un successo bruciante, improvviso. Dopo tre mesi sono in televisione, e tutta Italia li conosce. Ci sono anche liti e veleni, al momento della separazione, quando Francesco inizia la carriera solista nel cinema. Ma adesso è tutto finito. E Alessandro Benvenuti, il suo amico di allora, non vuole parlare della frase di Francesco: "Non voglio dire cose avventate sulla pelle di un amico. Prima di tutto, mi interessa sapere come sta e che cosa pensa davvero", dice Benvenuti.

Il chiaro e lo scuro
Sono gli anni ’rsquo;80: Francesco afferra il successo in solitaria. Trionfa con una commedia all’rsquo;americana: Io, Chiara e lo Scuro, in coppia con Giuliana De Sio. Che adesso, però, spara sul suo ex partner: "le minacce di suicidio si fanno agli amici, non ai giornali. Quella di Francesco è una provocazione. Non so se si ritorcerà contro di lui o se lo aiuterà a fare il film che desidera. Ma non sarei preoccupata". In quegli stessi anni ’rsquo;80, l’rsquo;attore pratese diventa un trionfatore del box office: in tutta Italia impazziscono per le sue battute, per i suoi film comici, ma anche sentimentali. Ne scrive cinque, da Tutta colpa del Paradiso, insieme a Giovanni Veronesi, poi sceneggiatore e regista in proprio, con film come Per amore, solo per amore e Il barbiere di Rio.

"Penso che sia una boutade, quella di Francesco", dice Giovanni Veronesi. "Francesco è un accentratore e un provocatore: per muovere le acque fin troppo stagnanti del cinema italiano, ha fatto questa provocazione. Non penso che possa ammazzarsi, anche perché ha sette vite, e gliene restano altre sei. I produttori, se non gli vogliono produrre il film, sono dei cretini. Comunque avverto: se si ammazza lui mi ammazzo anch’rsquo;io. Non per il cinema, ma per Francesco", chiude perentorio Veronesi.

Certo, la carriera di Francesco Nuti è stata, da quegli anni ’rsquo;80 in poi, tutta un alternarsi di alti e bassi. Soprattutto personali. Molte fidanzate, molti amori ? quello con Isabella Ferrari, fra gli altri ? e poi una donna che gli si configge indelebile nell’rsquo;anima: "l’rsquo;americana", come la chiama l’rsquo;amico di Francesco, l’rsquo;attore Novello Novelli. Clarissa Burt. Che gira con Francesco Caruso Pascoski di padre polacco, e che vive con lui una intensa storia d’rsquo;amore. "Non lo vedo da vent’rsquo;anni, Francesco", dice Clarissa Burt, raggiunta negli Stati Uniti. "E’rsquo; incredibile che un artista per fare un film debba ridursi a minacciare il suicidio. I produttori dicono tante parole sulla volontà di salvare il cinema italiano: cerchino di salvare Nuti facendo uno sforzo in più".

Il punto di rottura, nella carriera di Nuti, è segnato dal film più ambizioso: Occhiopinocchio. Prima di Benigni, anche Nuti viene castigato dal burattino. Il film esce, a Natale 1994, ed è un flop. Passano quattro anni perché Francesco ? mentre le voci sul suo disagio, sui suoi problemi con l’rsquo;alcol, crescono - riesca a trovare la forza, e la serenità, per un altro film. E’rsquo; Il signor Quindicipalle il film della rinascita. Nuti torna a girare con una certa regolarità: l’rsquo;anno dopo porta sul set di Io amo Andrea la figlioletta Ginevra, nata nel 1999 dalla sua relazione con Anna Maria Malipiero. Segue Caruso zero in condotta, uscito senza che nessuno se ne sia accorto. Lo stile non è cambiato. Il pubblico, però, sì.

(9 gennaio 2003)

Giovanni Bogani 10-01-2003




Francesco Nuti: 'Un film o mi uccido'

"Se entro il 15 febbraio non riuscirò a fare uno dei film che sto preparando volerò via.".
Regista ed interprete della commedia brillante, toscano, Nuti ha diretto alcuni dei maggiori campioni d'incasso tra gli anni ottanta e novanta.

L'ultimo grande successo è 'Donne Con Le Gonne', vincitore di tre David. Poi il baratro: Nuti cade in depressione, s'aggrappa alla bottiglia e s'imbarca nel primo grande flop: 'OcchioPinocchio'.

"Mi sono attaccato alla bottiglia -spiega il regista- diventando un alcolista. Poi mi sono avvicinato agli Alcolisti anonimi e ne sono uscito. Ora sto bene, peso 70 chili, non tocco alcol da tempo. L'ultimo film è stato un disastro, lo ammetto, ma era un momento diverso, non ero ispirato, ancora stavo uscendo dall'alcol".

Il pubblico lo abbandona, ma Nuti continua a scrivere film che vanno inesorabilmente male.
'Il Signor Quindicipalle', con Sabrina Ferilli, segna la nuova svolta: gli incassi non sono più quelli di un tempo, ma il bilancio torna in attivo.
Benino va anche Io Amo Andrea , con Francesca Neri.

Quando tutto sembra ricominciare, il nuovo flop: Caruso Zero In Condotta e la separazione dalla sua compagna Annamaria Malipiero.

"Avevo presentato la richiesta per il fondo di garanzia per 'Olga E Fratellastri Billy' - continua Nuti - ai tempi del ministro Melandri. Avevo già l'ok da parte di molti attori, Giorgio Albertazzi, Gabriele Lavia, Maria Amelia Monti. Poi è cambiato il governo, sono cambiate le commissioni e ho ricevuto una telefonata che mi ha fatto capire che, se mi fossi avvicinato alla linea della destra, avrei avuto il via libera".

La minaccia di suicidio di Nuti ha scosso il mondo del cinema.
Preoccupata è Clarissa Burt, ex-fidanzata di Nuti: "Per minacciare di fare un simile gesto Francesco deve stare davvero molto male".
In apprensione anche Sabrina Ferilli, che esprime "Solidarietà, amicizia e affetto".

Diversa l'interpretazione di Giuliana De Sio: "Le minacce di suicidio si fanno agli amici non ai giornali. E' sicuramente una provocazione e come tale va interpretata".
Dell stesso parere è Veronesi: "Spero sia solo una boutade. Francesco è un provocatore e lo ha fatto per smuovere le acque. È un artista che trova difficoltà incomprensibili tra i produttori che, non dovrebbero spingere mai a pensare cose simili".

Speranzoso Verdone, che dichiara: "Spero sia solo una battuta. Francesco ha ancora molte cose da dire. Ha solo bisogno di tranquillità".

Taglia corto, infine, il grande vecchio del cinema italiano, Mario Monicelli:"Francesco Nuti "continua a fare spettacolo attraverso cose serie. Tutti quelli che fanno annunci di questo tipo sono dei cialtroni".

10-01-2003




Francesco Nuti: 'Com'è difficile fare film oggi'

Francesco Nuti - in questi giorni presidente di giuria al Festival Universitario di Cortometraggi "Lavori in corso" di Napoli - spiega come in Italia basti poco per esser messo da parte: "Basta fare due brutti film - ha raccontato agli studenti che partecipano al festival - per essere accantonati. Io ho fatto in passato dei film che sono piaciuti, poi ho attraversato un periodo meno bello, ed ho iniziato ad essere tacciato come quello che beve. Ora paziento e aspetto il 2006".
Il regista parla anche di politica: "Finché ci sarà questo governo - afferma - sarà molto difficile emergere per i giovani, ci vorrebbe una politica più organica anche nel mondo dello spettacolo. Io voto sinistra e mi auguro che alle prossime elezioni possa vincere, anche se mi sono accorto che comunque anche loro devono stare attenti perchè è facile alzare delle barriere".

"Negli anni '80 - dice Nuti - venivano prodotti 150 film, ora ne escono piu' o meno 60. La verità sta nel fatto che ora non si rischia più, non esiste più il rischio d'impresa da parte del produttore. Ormai il cinema è fatto da aziende, infatti Berlusconi ha portato al governo un'azienda".

15-02-2004




Il Nuti rinato: "Torno al lavoro"

Francesco Nuti
"No, non devo comunicare che voglio suicidarmi". Anzi, buone notizie a casa Nuti: "Sto bene, ho appena finito un film senza problemi e tra poco forse farò una cosa a teatro": lucido, autoironico, Francesco Nuti annuncia una ritrovata serenità mentre è al montaggio il nuovo film di Claudio Fragasso (titolo provvisorio 'Lupi solitari' ma si era parlato anche di 'Sangue freddo') in cui ha interpretato la parte di un commissario.

"Ci sono tante buone notizie da dare stavolta - dice Nuti -: ho finito un film senza problemi, sto benissimo, mi sono ricongiunto col mio vecchio amico-nemico dei Giancattivi, Alessandro Benvenuti. E come non bastasse credo che farò a marzo una specie di numero zero di uno spettacolo teatrale a Roma".
Il film di Fragasso, attualmente al montaggio, è interpretato anche da Massimo Bonetti e Antonella Ponziani ed è stato scritto da Fragasso con Rossella Drudi. "Non dico nulla della storia, lo farà il regista - precisa Nuti - ma posso anticipare che è un noir o forse sarebbe meglio dire un giallo e che io, come succede a tutti gli attori brillanti, credo di aver dimostrato di essere bravo anche in un parte drammatica: come è noto, il contrario si verifica molto più raramente".

Della storia in realtà qualcosa si sa: ambientato tra il 1978 e i giorni nostri, vede come protagonisti un gruppo di ex compagni di scuola che si ritrovano dopo anni, ma uno di loro mancherà misteriosamente all'appuntamento. Benvenuti interpreta il ruolo di un professore universitario. Il commissario di Nuti, a quanto pare, sarà un personaggio negativo.

Per Nuti è una piccola rivincita "su quelli che non mi hanno dato l'opportunità di fari i miei film, come regista, perché mi consideravano inaffidabile. Io comunque ce l'ho sempre nel cassetto in attesa di tempi migliori (sono 'Solo quando potra' cullare un bambinò 'Olga e i fratellastri billi'). Mi avevano proposto tre commedie come attore ma ho detto 'no grazie, le commedie me le scrivo da solo'. E ho accettato l'offerta diversa di Fragasso".

21-01-2004


Francesco Nuti torna e si confessa: "Depresso, non alcolista".

Francesco Nuti
"Mi curavano per l'alcol, ma non per la depressione che era la mia vera malattia".
Francesco Nuti, dopo un lungo periodo di disagio culminato con un tentativo di suicidio, è tornato al cinema. In 'Concorso di colpa' di Claudio Fragasso interpreta un ruolo drammatico: è il commissario Francesco De Bernardi.

"Io bevevo la vodka - continua Nuti - ma anche i potenti si danno malati o vanno in Svizzera e tornano mostri impareggiabili".

27-01-2004




Francesco Nuti: "Stò benissimo"
(02-02-2004)




Francesco Nuti presidente di giuria di 'Lavori in corso'

Il regista e attore fiorentino Francesco Nuti torna alla ribalta partecipando a una manifestazione dedicata ai giovani che si affacciano al mondo del cinema. Si tratta di 'Lavori in Corto', prima rassegna italiana universitaria di cortometraggi.
Sabato, a partire dalle 17, all'interno dell'Aula Magna, sala di proiezione cinematografica dell'Istituto Univesitario Parthenope in via Acton, si darà vita alla quinta edizione della rassegna dall'ironico titolo 'da grande saro' un film'. La direzione artistica della manifestazione è affidata ai giornalisti Francesco Borrelli, Alessandro Cannavale e Alessandro Picardi. Sei saranno i cortometraggi finalisti che saranno proiettati e giudicati in seconda battuta dalla giuria di addetti al settore presieduta da Francesco Nuti. In giuria Paolo Rossetti, produttore cinematografico e proprietario della Eco Film. Presenterà la manifestazione Adele Pandolfi, protagonista storica di "Un posto al Sole".

10-02-2004



Francesco Nuti: "Mi faccio di vino"

Francesco Nuti
"Avete in mente Jim Morrison, Jimi Hendrix, e il grande Ray Charles che era cieco e si riempiva di droga? Ecco, io invece 'mi faccio' di vino".
Ieri a Roma Francesco Nuti ha scritto un'altra pagina buia della sua carriera. Si è presentato visibilmente alterato, reduce da una sbronza, ad una conferenza stampa dove avrebbe dovuto presentare una proposta di legge in difesa del cinema e parlare del suo nuovo film.

Alfonso Pecoraro Scanio, l'altro convitato alla conferenza, ha tentato di stemperare il clima della, appesantito dalle esternazioni di Nuti. "Sono stato ministro dell'agricoltura e quindi mi sono occupato anche di vino",

"L'Italia è stata invasa dalle major, dobbiamo difenderci dal loro monopolio. Il mio amico Alfonso Pecoraro Scanio ha accettato di appoggiarmi in questa battaglia, e sarà lui a presentare in Parlamento la mia proposta di legge" ha biascicato Nuti.

"Io - confida Nuti - non volevo venire a questo incontro. Il cinema è certo importante ma non si deve far confusione con i miei problemi 'tossici'". Nuti si lascia quindi andare ancora una volta, come è ormai sua abitudine negli ultimi anni, a un'incontenibile voglia di parlare di sé e della sua depressione che, probabilmente, non ha ancora del tutto superato.

Un nuovo film che si intitola "Solo quando potrò cullare un bambino" e che Nuti dovrebbe iniziare a girare tra la primavera e l'estate del 2005, fra la Toscana e la Francia. Nel film Nuti vestirà i panni di un medico oncologo, "il dottor Rudi", che cura i bambini malati di tumore con la terapia del sorriso.

Nuti, poi, ha abbandonato la sala, annunciando che "l'incontro non è parlare di cinema" ma "significa le mie 'dismissioni' dal cinema".

22-06-2004



In Piemonte il prossimo film di Nuti

Francesco Nuti è giunto oggi ad Alessandria per visionare alcune possibili location per il film che probabilmente la prossima estate girerà quasi interamente in Piemonte, tra Ivrea, Alessandria e Acqui Terme, titolo provvisorio 'Olga e i fratellastri Billi'.
Il regista toscano, accompagnato da Carlo Rosso e Daniele Segre della Film Commission Torino, incontrando il sindaco Mara Scagni ha confermato di avere trovato in città un ambiente particolarmente adatto per realizzare di una parte della storia che ha in mente di raccontare.

(23-02-2005)




Francesco Nuti riparte dalla Musica
(10-05-2006)




Francesco Nuti in coma al Policlinico di Roma

Francesco Nuti è ricoverato al Policlinico di Roma in gravi condizioni. L'attore e regista toscano è in coma e la prognosi è riservata.
L'attore e regista è rimasto ferito gravemente alla testa a causa di una caduta accidentale in casa, secondo quanto riferiscono i suoi amici.

Da molti anni, Nuti lotta con la dipendenza dall'alcol, di cui lui stesso ha parlato più volte, ma, dopo un lungo periodo di pausa, di recente era anche tornato al cinema come interprete di un film di Claudio Fragasso. Nuti vive solo nella sua casa romana dei Parioli.

(02-09-2006)



Speciale su Film.Up

06 marzo 2001 - Conferenza stampa
Francesco Nuti
Intervista con il controverso attore toscano
di Valerio Salvi

Un'intervista con Francesco Nuti è sempre un terno a lotto, non solo per il suo carattere, ma anche per la sua scarsa loquacità. Comunque gettiamoci nelle fauci del lupo.

La scelta dei nomi dei protagonisti, Caruso e Giulia, la professione di Caruso (psicologo) come anche l'uso del flashback durante la narrazione, ci riportano ad un suo grande successo del passato [Caruso Pascosky, di Padre Polacco]. Una motivazione scaramantica, un legame particolare o qualcos'altro?
Mah... il nome di un personaggio è qualcosa a cui ci si sente un pò legati, ad esempio il Michele di Nanni Moretti, e Caruso in effetti mi è sempre piaciuto molto anche se nato un pò per caso. Il resto è casuale.

Il soggetto risale ad un anno fa, ma è decisamente molto attuale oggi alla luce dei fatti di Novi Ligure. Fortuna o un malessere della società che si è acuito con il tempo?
Fondamentalmente lo spunto nasce dalla difficoltà dei rapporti genitori/figli ed in questo mi rifaccio a mio fratello che ha una figlia di quattordici anni. Inoltre all'epoca il problema che si manifestava maggiormente era quello delle baby-gang piuttosto che fenomeni come quello di Novi Ligure.

Perché la scelta di uno psicanalista?
Ritengo fosse importante per aumentare il lato comico della situazione. Proprio uno psicanalista dovrebbe essere maggiormente in grado di stabilire un dialogo con i figli, invece, per assurdo, non ci riesce. Inoltre l'ho voluto vedovo per rendergli ancora più difficile la situazione. La mancanza di una figura femminile al fianco crea dubbi ed incertezze maggiori.

Quindi il tema della solitudine, a te sempre caro, si ritrova anche in questo film?
Si, la solitudine è un tema portante di tutti i miei film. Caruso veniva abbandonato da Giulia (Caruso Pascosky), Willy era un giornalista solo con un fratello disabile anche lui solo (Willy Signori) in Tutta Colpa del Paradiso ero un ex-galeotto privato della famiglia, in Stregati ero un dj nottambulo che si aggirava per le vie di Genova e così via. Io amo molto la solitudine e la cerco, per questo poi si riflette nei miei lavori.

Possiamo dire che "Peter Pan" è finalmente cresciuto?
No! Come me il mio personaggio non rinnega il fanciullo che è in lui, anzi! Nel finale vediamo Caruso prendere la mano del suo alter ego bambino e percorrere insieme la strada.


06 marzo 2001 - Conferenza stampa
Francesco Nuti
Intervista con il controverso attore toscano
di Valerio Salvi

La tua adolescenza come influisce nel film?
Il film racchiude la commozione provocata dai ricordi del passato, delle emozioni del presente e di ciò che sarà il futuro. È un'alchimia.

La provincia che dipingi è "bella e pulita", ma forse non è più così?
Concordo, per ritrovare quella provincia della nostra giovinezza dobbiamo andare nei flashback della memoria. Quell'innocenza è ormai perduta e francamente non so più se c'è quella provincia.

La scelta di Giulia Serafini per il ruolo di tua figlia come nasce?
Giulia è la figlia di uno scenografo che lavora da sempre nei miei film e la conosco da quando era piccola. Al momento di pensare ad una protagonista il passaggio è stato molto naturale.

E quella di Platinette come sua paziente?
Mi piaceva l'idea e poi lei/lui mi ha chiesto di poter avere la sindrome della suora che vuol essere papa.

Sei mai stato tu in analisi?
Mi piaceva l'idea e poi lei/lui mi ha chiesto di poter avere la Ci ho provato un paio di volte ma poi me ne sono andato. Dovrei riprendere, vero?

Quali film sulla gioventù e sugli adolescenti ti hanno influenzato?
"Miracolo a Milano" e "Umberto D".

La scena dello sparo in sala giochi è una frecciata contro i videogames?
Si, in effetti li odio [è noto che preferisce il biliardo]. Comunque si denuncia soprattutto la violenza.

06 marzo 2001 - Conferenza stampa
Francesco Nuti
Intervista con il controverso attore toscano
di Valerio Salvi

Tendi a minimizzare gli aspetti più "profondi" del tuo lavoro a favore della commedia, perché?
Un film fondamentalmente non è solo l'espressione dell'autore o del regista, ma ha anche un percorso produttivo e distributivo il cui obiettivo finale sono gli spettatori. Se viene dipinto come un lavoro di analisi della società, cosa che di fondo non è, devia l'idea che il pubblico ne deve avere.
Ad esempio avete mai notato che un comico non può morire (ad eccezione di Benigni)? Il pubblico rimane shockato e questo non è gradito. Il massimo che mi è concesso è un pò di malinconia.

Il film non sembra però molto facile rispetto all'attuale mercato, non ne ha paura?
Mi sento sempre un pò debuttante ed ho una normale apprensione verso una nuova uscita, ma sono anche sicuro della validità del mio lavoro. È ovvio che non posso parametrarmi ad una maxi produzione hollywooddiana con effetti speciali e budget da capogiro. Ognuno si muove nel suo contesto. Questo film è più maturo degli altri, ma anche io lo sono.

D'accordo così però si "scontrerà" con Moretti [esce La Stanza del Figlio in contemporanea]?
Io e Moretti siamo separati da una stanza!

Progetti?
Mah, ti dirò...mi piacerebbe tornare in teatro. Da parecchio tempo ho nel cassetto l'idea di portare sul palcoscenico le "Metamorfosi" di Kafka.

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Nato il: 3 Settembre, 2006


 
   
 
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