Storie di LUPI MANNARI,
originale di Elisa Palmieri ©
2002.
Riduzione e adattamento a cura di Paolo Palmieri per Cinema e Locandine
© 1999-2002
Non meravigliamoci se troviamo i lupi mannari nei festeggiamenti
di Halloween. La morte e la resurrezione sono gli elementi primari della
tradizione di Samhain o Hallowtide, la nostra festa di tutti i Santi.
Essere strega o lupo era ugualmente pericoloso un tempo.
Nel cinema il fascino dell'istinto allo stato primordiale ha scatenato
la fantasia di vari registi. A distanza di anni un classico esempio
resta Un lupo mannaro americano a Londra di John Landis
che ci mostra passo dopo passo la trasformazione straordinaria del protagonista,
curata nei minimi dettagli. Meno credibile è la figura del lupo che
trasmette il morbo attraverso un morso. Diversamente dai vampiri chiunque
avesse avuto a che fare con qualche lupo mannaro, difficilmente avrebbe
potuto trascorrere la sua vita in modo regolare, visto che ne sarebbe
rimasto smembrato. L'ululato di Joe Dante, un film claustrofobico
che non concede vie di fuga, almeno per la protagonista, rinchiusa in
una clinica per malattie mentali, dove risuonano cupi ululati.
Nel lupo si rivive l'essenza della libertà a contatto con la natura
e prima o poi ogni regista si è voluto misurare con il soprannaturale.
Ci ha provato Mike Nichols con l'attempato Jack Nicholson in Wolf.
Non mancano i film "per bambini", chi non ricorda Scuola
di mostri e Voglia
di vincere con Michael J.Fox?
L'estrema ferocia con la quale il lupo mannaro si avventa sulle sue
vittime ha stuzzicato l'immaginario ne In
compagnia dei lupi di Neil Jordan, Il patto dei lupi,
e tanti altri ancora, che non ne parlano in modo particolare, ma, diciamo
la verità, tra i "mostri" il licantropo ha sempre un posto d'onore.
Il termine "lupo
mannaro" deriva dal latino medioevale lupus hominarius, uomo lupo, di
equivalente significato l'espressione inglese werewolf (were-anglosassone
= uomo), il francese loup garou e lykàntropos (da lìkos = lupo, ànthròpos
= uomo) di origine greca.
La licantropia come malattia è stata riconosciuta nel 1603 dal giudice
Dassis che salvò dalla forca un giovane, Jean Garnier, un pastore tredicenne
che si fregiava di aver ucciso fanciulle e bestie, riconoscendogli i
sintomi di uno squilibrio psichico. Lo confinò per il resto dei suoi
giorni in un convento. Già nel II secolo d.C. il medico Galeno la descriveva
come una forma di schizofrenia. Tutt'oggi i moderni dizionari ci illustrano
il significato della parola come un'affezione rara di origine isterica,
chi ne è colpito, in determinate condizioni, che coincidono con le fasi
della luna piena, si sente spinto a simulare il comportamento e l'ululato
di un lupo. Il perché, si dice, è da ricercarsi nel momento della mutazione:
il soggetto in preda ad una crisi, si getta a terra e si contorce, simile
ad un attacco di epilessia. L'affetto da licantropia diabolica assumerà
in seguito la forma di un gigantesco lupo che non cammina su due gambe,
ma, come tutti i suoi simili, su quattro ed è dotato di una velocità
eccezionale.
Fin quasi alle soglie dell'età storica a Zeus Liceo (=Lupigno) si offrivano
in sacrificio, sul monte Liceo, in Arcadia, vittime umane. In proposito
si narra che il re dell'Arcadia, Licaone, era crudele e malvagio tanto
quanto i suoi stessi figli. Il dio Zeus volle costatare di persona la
sua ferocia e si presentò a lui nelle vesti di un semplice contadino.
Il sovrano gli offrì da mangiare un fanciullo, che per alcuni era un
ostaggio, per altri il nipote Arcade. Il dio rovesciò il tavolo, indignato,
e tramutò il re Licaone in un lupo. Era credenza che il dio stesso avesse
la facoltà di trasformarsi in lupo. In Mercia, nel X secolo a.C., si
ritornò al paganesimo sotto due sacerdoti druidi, uno dei quali era
chiamato "Lupo mannaro".
Nel 1000 d.C. il
termine "lupo mannaro" stava ad indicare un fuorilegge, probabilmente
un nemico del Cristianesimo, o qualsiasi altro druido ribelle. Quante
persone furono torturate ed uccise nel solo medio-evo è difficile dirlo.
Le confessioni furono estorte con estrema violenza. Il paese più colpito
dall'ossessione del lupo fu la Francia del XVI secolo, molte furono
le persone condannate al rogo, tra le quali anche poveretti ammalati
di ipertricosi, uno scompenso ormonale che ricopriva interamente il
malcapitato di peli.
La storia ci tramanda molteplici casi, gran parte di questi sono dovuti
alla superstizione e all'ignoranza.
Come diventare un lupo mannaro? Bè..lo sconsigliamo vivamente...
(soprattutto per la mutazione che dicono essere molto dolorosa), ma
se avete deciso…sono tante le cose da poter fare: potete stipulare un
accordo con il demonio che provvederà a concedervi il dono come suggello
alla vostra devozione. Persino nel film Lady
Hawk, Rutger Hauer si trasforma in lupo al calar del sole
a causa di una maledizione scagliatagli contro da un ecclesiastico che
ha venduto la sua anima al diavolo. Una trasformazione indiretta. Potete
anche cucirvi una cintura in pelle umana, ricavata dal cadavere di un
assassino, alta all'incirca un palmo. Non c'è niente di meglio che farvi
preparare un bel cocktail, da spalmare sul corpo o da bere, da una strega
e voilà: il gioco è fatto ! Tornare indietro sarà difficile. Per uccidere
un lupo mannaro, invece, bisogna sparargli con una pallottola d'argento,
decapitarlo e bruciarlo per evitare che si trasformi in vampiro.
Guardatevi attorno e state all'erta, la luna ci osserva ! :-[
Felice Ognissanti a tutti… HAUUUUUUuuuuuuuu … |